Le idee per Roseto dei tre candidati

2 Giugno 2016

Dibattito organizzato dal “Centro” con gli aspiranti sindaci sui temi più caldi: immigrati, sicurezza, traffico e parcheggi

Di Girolamo: «Un 6 e mezzo, visto che ci sono diversi problemi che appannano l’immagine della città. Anche i turisti si lamentano: c’è bisogno di maggior manutenzione, la città appare trascurata. Bisogna fare un’efficace promozione turistica ma bisogna anche non far trovare erbacce, buche o strade impercorribili, come accade ora. Lo stesso appannamento ha coinvolto i servizi sociali».

Pavone: «Di Girolamo descrive Roseto come una città della Siria invasa dall’Isis. Ma la situazione è sotto gli occhi di tutti: io a Roseto dò più di 8. E’ in ordine e pulita. E’ senza cassonetti, compresi quelli a scomparsa che erano pieni di immondizia, costati 300mila euro. Il lungomare di Roseto ora è una cartolina. E peraltro la città è sicura».

Ciancaione: «Vorrei dare 10 ma non posso: qualcosa da migliorare c’è. Il nostro territorio vale 10 ma bisogna migliorare la sua cura e manutenzione. Anche i servizi sociali sono da migliorare, ma non significa che non è vivibile».

2) Parliamo di economia. La più grande risorsa è il turismo, bisogna certamente puntare sulla destagionalizzazione ma pensate che bisogna anche aumentare il numero di posti letto? In fondo a Riccione ci sono 450 hotel, a Rimini 1.300 a Roseto meno di 40.

P.: «Non c’è una ricetta magica. L’importante è tenere la città pulita, e pure il mare. Per quanto riguarda gli hotel, gli imprenditori investono dove è conveniente. A Cologna Spiaggia faremo un cambio di destinazione d’uso, prevedendo un’area turistica. E poi creeremo un brand per Roseto: fuori dei locali e delle case cercheremo di mettere rose, in omaggio al nome. Abbiamo già investito sul bike sharing, sul portale che prima non c’era, sulla smart card del turismo. Vogliamo poi che lo sportello turistico sia gestito dal Comune».

C.: «Con la Regione bisogna fare il piano di assetto naturalistico della riserva del Borsacchio. Ci sono diversi punti del territorio su cui agire, su cui fare progetti, ma sempre coinvolgendo la gente. Progetto basilare riguarda lo sviluppo di Montepagano e Cologna Paese, con pacchetti ben strutturati per portare turisti. E poi si può puntare su un’accademia per turismo per incrementare fino all’eccellenza la qualità già alta dei nostri operatori».

D.G.: «Troppi alberghi sono trasformati in residence nemmeno reali, visto che poi sono stati creati e venduti miniappartamenti. Bisogna disincentivare questo fenomeno e incentivare le ristrutturazioni degli hotel. Ad esempio il Mion non può stare in quelle condizioni. Ci riproponiamo entro il primo anno di attività, di fare il Pan del Borsacchio, di creare ippovie, percorsi cicloturistici per far scoprire quel meraviglioso territorio. L’amministrazione uscente è in ritardo, peraltro, con la pista ciclabile, che dovrebbe essere estesa anche alle aste fluviali. E non parliamo della qualità delle acque: Roseto ha perso la Bandiera blu, che noi dobbiamo recuperare».

P.: «Le acque di Roseto centro sono pulite. Il problema, anche per molte altre località, sono i fiumi, che dovrebbero essere tutelati dalla Regione».

C.:«La Bandiera blu è stata persa anche per la scarsa cura del territorio».

3) Prevedete misure di contrasto alla povertà, visto che la crisi non allenta la presa?

D.G.: «Aumenteremo il fondo per dare contributi agli indigenti. Bisogna anche favorire le associazioni che operano nel sociale, ad esempio l’attività contro il disagio giovanile svolta all’oratorio del Sacro cuore. Riprendere cioè quell’attività di aiuti alle famiglie che è stata delle giunte di centrosinistra».

C.:Roseto è una città solidale, bisogna coinvolgere il mondo dell’associazionismo anche per il reperimento di risorse, e non mi riferisco al denaro. Vogliamo istituire un “punto solidarietà”, un numero verde per recepire le istanze del territorio. Molta attenzione, in particolare, alla popolazione anziana».

P.: «Inutile fare demagogia, il Comune non può fare più di tanto. Dove si prendono le risorse? Il governo fa tagli al sistema sociale, ci sono tagli ai piani di zona. Il vero sostegno che la gente cerca è il lavoro. Noi siamo per sostenere l’impresa mentre la parte che ci si contrappone la osteggia».

C.: «Nel piano di zona, in fase di ristrutturazione della Regione, si garantiscono risorse vere».

4) Roseto è una città tranquilla però d’estate le cose cominciano a cambiare. Basta la videosorveglianza per garantire la sicurezza o servirebbero più uomini in divisa?

C. «C’è bisogno di riorganizzare le risorse umane e servizi. Abbiamo in atto un processo di trasferimento del personale dalle Province ai Comuni e io credo che su questo dobbiamo ragionare per riorganizzare la polizia municipale e farne un punto di riferimento per il cittadino. Per questo voglio tornare a parlare di vigile urbano. La videosorveglianza, positività tecnologica, completa questo lavoro, cercando di garantire che non siano oggetto di atti vandalici».

P.: «Non si può assumere personale della polizia municipale, visto il blocco delle assunzioni. Dove lo Stato non arriva, noi pensiamo di far intervenire delle convenzioni con la polizia privata. Il progetto di videosorveglianza è un atto concreto grazie a un project financing di 6 milioni e 100 mila euro che in due anni, con zero soldi da parte dell’amministrazione pubblica, doterà la città di un sistema di controllo capillare».

D.G. «Nel campo della sicurezza si può fare di più perché l’Anci ha fatto un protocollo d’intesa con il ministero degli Interni che prevede il Patto per la sicurezza. L’elevazione a tenenza della caserma dei carabinieri a Roseto con 25 uomini, con questo patto per la sicurezza, può diventare realtà. La videosorveglianza non va sottovalutata: ha nei confronti della piccola delinquenza un forte effetto dissuasivo».

5) Si susseguono gli arrivi dei migranti, anche a Roseto. Secondo voi vanno accolti, e in quali strutture?

D.G.: «L’Italia è una portaerei protesa nel Mediterraneo e l’Europa finora non ha saputo gestire il problema, lasciando Italia e Grecia da sole. Non è colpa di Renzi, nè di nessun altro. E’ una situazione con cui convivere: l’accoglienza va gestita al meglio ma limitata a seconda di quanto ogni centro è in grado di assorbire. E i migranti non devono essere lasciati nell’ozio, ma impiegati in lavori socialmente utili».

P.: «La mia posizione è diversa. Di Girolamo parla di accoglienza, invece qui non ci devono arrivare. Le persone in fuga dalla guerra vanno identificate in centri di accoglienza sul posto e poi portati qui, non lasciati alla mercè di approfittatori che poi li fanno morire in mare. Ne abbiamo accolti più di 130, vanno salvaguardati ma non posso pensare che si spendono 32 euro al giorno per loro e io non posso aiutare i rosetani».

C.: «Non condivido discorsi del genere. Possono essere integrati, possono diventare una risorsa facendo loro svolgere lavori socialmente utili, in accordo con la prefettura. Roseto è una città solidale, il discorso di Pavone è inconcepibile».

P.: «Chi non dice che si debbono bloccare nei Paesi d’origine si rende complice di un genocidio».

D.G. :«E non a caso il governo Renzi sta lavorando su questo in Africa».

C.: «E come mai il Comune non ha mai pensato a impiegarli in lavori socialmente utili?».

6)L’urbanistica è materia che va regolamentata soprattutto per le distanze tra gli edifici e la salvaguardia degli edifici di pregio come le ville storiche.

C.: «Intendiamo approvare il Prg entro il primo anno di amministrazione. No al consumo del suolo indiscriminato ma privilegiare il recupero e la riqualificazione dei fabbricati esistenti, anche attraverso un piano colore, sempre nell’ottica della cultura del bello. Un volta messe regole precise si potrà lavorare per la risoluzione dei numerosi contenziosi ancora in atto».

P.: «Il Prg è uno strumento superato, tanto è vero che uno dei nostri primi atti dopo l’insediamento è stato di ritirare quello proposto dalla precedente amministrazione di centrosinistra. Riteniamo, infatti, che sia profondamente ingiusto far pagare imposte (come Imu o Ici) su terreni che sulla carta hanno un valore, ma nella realtà rappresentano solo dei costi perché rientrano nella logica dei comparti».

D.G.: «Nel primo anno di amministrazione lavoreremo su tre direttrici in materia urbanistica: approvazione del Pan, tutela delle ville storiche, piano di recupero del centro per estinzione dei contenziosi sulle distanze, che in qualche caso hanno il sapore di veri e propri ricatti. Altro punto favorire le ristrutturazioni anche attraverso agevolazioni fiscali. Dire no al Prg, come fa Pavone, rappresenta un’ennesima abdicazione, la rinuncia a programmare a favore di quella che io chiamo la cultura del prosciutto a fette, cioè privilegiare varianti parziali a svantaggio di una visione globale del territorio».

7) Punti dolenti per Roseto sono la carenza di parcheggi e il traffico caotico.

C.: «Sono necessari due parcheggi, a Nord e Sud con bus navetta elettrici per il centro, non solo d’estate. In centro ci vuole una zona a traffico limitato, in modo da far stare tranquilli i residenti, dando loro la possibilità di parcheggiare».

P.: :«L’obiettivo è decongestionare il traffico in centro cambiando la cultura dei rosetani e di chi va la mare. Il provetto di via Colombo dove sorgeranno parcheggi è stato osteggiato dai miei competitor. Noi puntiamo sul project financing da 4,5 milioni per acquistare l’Arena 4 palme e l’area di risulta delle Ferrovie dove si parcheggia».

D.G.: «Il project financing è uno strumento che non mi vede ostile ma il progetto dei parcheggi è stato portato in consiglio in maniera tanto frettolosa da essere sospetta, senza fornire informazioni basilari ai cittadini, ad esempio supponiamo che siano coinvolte aree enormi. Prevedo, quando saremo al governo, quantomeno una revisione. Il Comune si deve concentrare sui parcheggi in via D’Annunzio e nell’area di risulta delle Ferrovie e a medio termine nell’area delle fornaci Catarra e Branella».

7) Per concludere quanto avete speso per la campagna elettorale e chi vi ha finanziato?

C.: «E’ autofinanziata, forse ora sta arrivando qualche contributo. Le somme impiegate sono sotto i limiti di legge».

P.: «Rimaniamo entro i limiti di legge».

D.G.: «Il preventivo è di 30mila euro, un po’ sono soldi miei, altri da donazioni».

(Ha collaborato

Federico Centola)

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