Le imprese all’attacco: «L’acquedotto paghi i debiti»
TERAMO. Imprese teramane ancora alla carica sulla mancata certificazione dei circa 20 milioni di debiti accumulati dalla Ruzzo Reti nei confronti dei fornitori. L'accusa è sempre la stessa, ossia le...
TERAMO. Imprese teramane ancora alla carica sulla mancata certificazione dei circa 20 milioni di debiti accumulati dalla Ruzzo Reti nei confronti dei fornitori. L'accusa è sempre la stessa, ossia le inadempienze della società acquedottistica sul monitoraggio dei debiti della pubblica amministrazione e la cessione dei crediti certificati come previsto dalla normativa. Due giorni fa, per la terza volta in pochi mesi, l'Api e l'Aniem Teramo (l'associazione delle piccole e medie industrie e il collegio dei costruttori edili) hanno di nuovo chiesto all'ente acquedottistico di procedere con la registrazione alla piattaforma elettronica della Ragioneria dello Stato per la certificazione dei crediti, consentendo così ai privati di chiederne l'attestazione e “tracciarli” con operazioni di cessione a intermediari finanziari, anticipazioni o compensazioni con altri debiti. In pratica si tratta di un sistema per sbloccare i pagamenti e permettere alle imprese di recuperare i crediti senza il rischio di insoluto grazie alla garanzia dello Stato. Tra l'altro – si legge nella lettera inviata ai sindaci teramani oltre che al presidente della Ruzzo Reti, Antonio Forlini – «la società può approfittare del fatto che la scadenza è stata prorogata al 31 ottobre (in precedenza il termine era fine agosto, ndc)». Il presidente dell'Api, Alfonso Marcozzi, ricorda infine che già a luglio Forlini aveva assicurato che avrebbe comunque chiesto la registrazione nonostante alcuni dubbi sollevati dalla Cassa Depositi e Prestiti. «Dopo due mesi ci chiediamo se la procedura è stata attivata – taglia corto Marcozzi – e se ci sono problemi con la certificazione dei crediti anche in caso di risposta positiva alla registrazione dal ministero dell'Economia e delle Finanze». (f.m.)
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