Le imprese edili: ricostruzione ferma con il decreto sisma
Aniem, i costruttori apprezzano le novità del nuovo atto ma «ci sono gravi lacune: sanatele o restiamo bloccati»
TERAMO. Qualche punto di luce, ma anche forti perplessità sul “Decreto sisma” degli imprenditori edili teramani dell’Aniem Teramo.
«Il decreto presenta novità interessanti», esordisce il presidente Fiorenzo Polisini, «ma considerata la situazione drammatica in cui versa la ricostruzione, ci saremmo aspettati un decreto migliore, maggior coraggio da parte del governo e speriamo che nei prossimi 60 giorni, necessari per la conversione in legge, si inseriscano elementi imprescindibili. Questo deve essere il decreto della svolta, non possiamo aspettare un altro anno o chi sa quanto per correggere le cose che non vanno».
Polisini parla della riduzione del 60% delle tasse e degli oneri fiscali, previdenziali e assistenziali che erano stati sospesi dall'agosto del 2016 a tutto il 2017 e da restituire in 10 anni: «Le imprese teramane più che preoccuparsi di chi sia il merito, se del presidente della Regione o di qualche altro partito, gradirebbero rassicurazioni e la certezza di non trovarsi nella stessa situazione paradossale già accaduta per le tasse relative al sisma 2009, tasse sospese e poi richieste» ricorda, «perché considerati aiuti di Stato e ancora in attesa di una soluzione con l’Ue. Proprio per la negativa esperienza del passato, tantissime imprese teramane associate non hanno ricorso alla sospensione 2016-2017, oggi queste imprese si sentono un po’ beffate».
Ricostruzione privata: ben vengano, secondo l’Aniem, l’anticipo ai professionisti motivandoli ad accettare le pratiche della ricostruzione, come la procedura accelerata basata sulla certificazione prodotta dagli stessi. Ma non si chiarisce la sovrapposizione tra i due crateri (2009 e 2016): il decreto non dice nulla, a discapito delle imprese che, in alcuni casi, attendono il pagamento di Sal depositati prima del 30 ottobre 2016.
Sulla ricostruzione pubblica: l’Aniem ricorda che oggi gli atti amministrativi previsti per un edificio soggetto a ricostruzione pubblica sono 22, senza la tanto auspicata semplificazione, le tante risorse non diventeranno mai cantieri, basti pensare all’Ater di Teramo. «Inoltre ci auguriamo che le gare che interessano la nostra provincia e la nostra regione vengano gestite salvaguardando in primis le imprese teramane che altrimenti rischiano di essere penalizzate. Infine un commento sul commissario per la ricostruzione: sentiamo voci di una probabile sostituzione di Farabollini a fine anno. Dal nostro punto di vista non è questione di nomi ma di attribuzioni, il commissario o viene dotato di poteri decisionali e risolutivi forti altrimenti la sua figura non ha senso», precisa il direttivo. Osservazioni che lunedì l’Aniem esprimerà nel vertice convocato dal governatore Marsilio.
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