Le infiltrazioni devastano il sottopassaggio nuovo

Roseto, inaugurato nel 2011 sta già andando a pezzi. Il Comune invia operai per tamponare l’emergenza e studia una soluzione che risolva i problemi
ROSETO. Sottopasso di via Thaulero: un’opera nata male e proseguita peggio. Ne sanno qualcosa commercianti e residenti nella zona, costretti a fare i conti con allagamenti piuttosto frequenti e una puzza costante ormai da anni. Pochi per la verità, visto che il sottopasso è stato ampliato, abbellito e poi riconsegnato ai rosetani nella primavera del 2011, quasi in concomitanza con le ultime elezioni amministrative. Ma già appena dopo la sua ristrutturazione sono cominciati i problemi, sempre più o meno tamponati dagli addetti comunali che si occupano della sua manutenzione, fino a quando, qualche giorno fa, il pavé si è sollevato a causa di un tubo rotto, affiorando addirittura sul piano stradale e creando disagi alla circolazione, soprattutto per ciclisti e pedoni. Ma non è finita qui. I residenti della zona sono pronti a giurare di aver visto escrementi scorrere insieme a liquido maleodorante, il che ha provocato una massiccia ondata di proteste su Facebook.
Ieri i tecnici comunali hanno dato il via alla prima parte dei lavori di ripristino, dando priorità all’emergenza, in attesa di mettere in atto degli interventi più radicali che possano eliminare del tutto gli spiacevoli inconvenienti. Questo ha consentito di bloccare solo parzialmente la viabilità lungo la strada in questione, che, è bene ricordarlo, rappresenta la prosecuzione naturale dell’isola pedonale di via Latini: in pratica il tratto di camminamento che collega la parte collinare di Roseto al lungomare. In particolare via Thaulero è la strada che dalla Statale 16 prosegue sul lato mare della città attraversando la ferrovia grazie al sottopasso, fino a quattro anni fa piuttosto angusto, oggi più ampio e bello a vedersi, ma con problemi più che evidenti sotto il profilo del contenimento idrico. Senza considerare l’eccessiva ripidità, che rende il suo attraversamento molto difficoltoso per le persone in bicicletta, soprattutto anziani, così come per le mamme con carrozzina al seguito. Per non parlare dei disabili. Insomma, un’opera che non ha migliorato affatto i problemi della zona, anzi.
«Ci sono dei difetti costruttivi più che evidenti», denuncia l’assessore comunale ai lavori pubblici, Fabrizio Fornaciari, «come ad esempio le tubature installate troppo in alto rispetto alla sede stradale il che le rende vulnerabili ad ogni passaggio di automobili. Per il momento ci siamo limitati alla sostituzione del tubo rotto, ma i nostri tecnici stanno valutando interventi per l’impermeabilizzazione delle acque di falda eliminando in questo modo la trasudazione costante». Federico Centola
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