Le lettere minatorie dello stalker «La tua vita sarà un inferno»

Giulianova, perseguitata con quattro missive alla settimana dall’uomo bloccato armato sotto casa Il commerciante 70enne resta ai domiciliari in attesa di una nuova richiesta dell’autorità giudiziaria
GIULIANOVA. Ci sono quelle lettere a scandire i giorni di terrore della 47enne donna giuliese minacciata dallo stalker arrestato sotto casa con pistole e coltelli. Pagine riempite con ritagli di giornali per spaventare, perseguitare, sconvolgere la vita di chi gli aveva detto no. Tre, quattro missive alla settimana, spesso accompagnate da un proiettile, per ripeterle ossessivamente la stessa minaccia: «La tua vita sarà un inferno. Ti pentirai, farai la fine di...» facendo intuire di rifersi a una vittima di femminicidio.
Ed è un fascicolo che racconta l’inferno quello finito sul tavolo del pm Stefano Giovagnoni dopo l’arresto del 70enne commerciante giuliese bloccato domenica sera sotto l’abitazione della donna che perseguitava da mesi. L’uomo, dopo la convalida dell’arresto, resta ai domiciliari in attesa di ulteriori richieste della Procura. Lo hanno arrestato i carabinieri che da gennaio, da quando lei lo aveva denunciato, lo tenevano sotto controllo. Probabilmente riuscendo a fermarlo prima che trasformasse le minacce in qualcosa di drammaticamente diverso. Forse un agguato, forse altro. Perchè lui ai no di quella donna incontrata per caso qualche tempo fa non si era mai rassegnato. A tal punto che negli ultimi due anni aveva iniziato a mandarle lettere minatorie e soprattutto a lasciarle cartucce da caccia calibro 12 sull’auto, davanti casa o ad inviarle il tutto per posta. Il tutto confezionando i messaggi con ritagli di giornali, facendole telefonate nel cuore della notte dopo aver nascosto il numero. Spaventandola a tal punto che a gennaio lei si è presentata dai carabinieri per raccontare e denunciare. «Ho paura», ha detto la donna, «c’è qualcuno che mi segue, mi minaccia, mi lascia cartucce sotto casa». Una richiesta d’aiuto che non è caduta nel vuoto perchè le indagini si sono concentrate sull’uomo con i militari che hanno cominciato a seguirlo, a controllare i suoi spostamenti, a verificare le accuse della donna. Che, evidentemente, si sono rivelate sempre più fondate. Fino all’epilogo di domenica sera, quando l’auto con il commerciante è stata notata davanti all’abitazione della donna. Sono scattati i controlli e l’esito ha confermato i timori, trovando a bordo dell'auto una pistola a tamburo carica con otto colpi e pronta all'uso, un coltello a serramanico, quattro cartucce dello stesso calibro di quelle utilizzate per minacciare la vittima. E non basta. Nella successiva perquisizione in casa i militari hanno trovato una carabina e una pistola semiautomatica detenute illegalmente e non rubate, una pistola scacciacani senza tappo rosso, 37 cartucce calibro 12, 8 scatole con circa 700 colpi calibro 6 e 4 coltelli a serramanico.(d.p.)
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