Le mille facce di Emanuele barman, studente e scrittore

ROSETO. D’inverno sta dietro il bancone di un bar, d’estate fa il bagnino. Emanuele Pompilii, 30 anni, è una persona dalle mille sfaccettature perché, oltre ai suoi due lavori, studia odontoiatria,...
ROSETO. D’inverno sta dietro il bancone di un bar, d’estate fa il bagnino. Emanuele Pompilii, 30 anni, è una persona dalle mille sfaccettature perché, oltre ai suoi due lavori, studia odontoiatria, è volontario della Croce Rossa e ha scritto anche un romanzo, uscito lo scorso anno, dal titolo “Ultimo venne il cocktail”. Incontrare un bagnino-scrittore non capita tutti i giorni. «Fare il bagnino è il modo migliore per lavorare e stare al mare nello stesso tempo», dice, «anche se si ha molta responsabilità ed io, essendo volontario della Croce Rossa, mi rendo maggiormente conto di cosa significa vigilare e di ciò che può accadere in caso di annegamento». Avere sotto controllo 150 metri di spiaggia, soprattutto nei weekend, e tutto lo specchio acqueo non è così semplice. «Devi essere sempre vigile», spiega Emanuele, «e pronto all’intervento in ogni istante». La sua passione per la scrittura, poi, lo ha portato a scrivere un romanzo, nato dal suo lavoro come barista. «Il libro parla di un incontro al bancone di un bar del barman con una donna mai vista prima», racconta, «che vuole provare tutti i cocktail creati dal barista, e nasce così una sfida tra i due». Emanuele ha anche un simpatico soprannome, “Impavido”, con il quale molti suoi amici lo riconoscono. «Al pub, una sera», ricorda Emanuele, «entrò un tavolo di ragazze e io mi fiondai a prendere l’ordine, bruciando sul tempo tutti i miei colleghi, e un mio amico da lì mi chiamò Impavido».
Luca Venanzi
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