Le pinciaie tra crolli e immondizia

Sant’Omero, il percorso turistico dedicato alle case di terra è nel degrado
SANT’OMERO. Si fa brutta figura a mandare i turisti a passeggiare nelle campagne di Sant’Omero per far loro visitare, con tanto di segnaletica turistica, la strada delle pinciaie e l’agro santomerese. Il percorso dedicato alla civiltà contadina, che ricorda in quali costruzioni e come si viveva in Val Vibrata fino a cinquant’anni fa, è malridotta. Le case fatte di terra hanno resistito ai decenni ed alle intemperie, ora non più; gli affluenti del torrente Vibrata, una volta ricchi di acqua da cui si attingeva per l’irrigazione, sono in secca ma, soprattutto, pieni di rifiuti. Infine il ponte di collegamento con il comune vicino, Nereto, è crollato senza che nessuno sembri preoccuparsene.
Le pinciare (o pinciaie), di cui Sant’Omero è una delle realtà che più di altre conserva memoria, stanno sgretolandosi. L’ultima tempesta d’acqua ha fatto franare una delle case rimaste, altre sono molto malridotte. C’è poi l’ambiente: basta farsi un giro nel percorso delle pinciaie per scoprire come uno degli affluenti del Vibrata sia una discarica a cielo aperto, una vera bomba ecologica. I rovi hanno coperto quintali di sacchi neri dentro cui può esserci di tutto. Si vedono bidoni e buste contenenti all’origine fitofarmaci e fertilizzanti oltre ad immondizia di vario genere. Basta procedere in direzione Nereto per scoprire un’altra discarica a vista mentre il ponticello sopra il Vibrata che collega le due aree agricole – e la zona produttiva di Nereto a Sant’Omero – è crollato. Eppure ci si azzarda ad attraversarlo con rischio di precipitare. Qui rifiuti ovunque. La politica non sembra preoccuparsene e non risulta al momento che ci siano inchieste su questo abbandono indiscriminato d’immondizia.
Alex De Palo
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