Le Poste azzerano gli uffici in collina e scatta la protesta

8 Febbraio 2015

Tre sindaci pronti a opporsi per tutelare gli anziani di Cologna, Montepagano, Mutignano e Treciminiere

ROSETO. Dei sette uffici postali teramani dei quali è stata annunciata la chiusura nell’ottica della razionalizzazione della rete ben quattro si trovano nella prima fascia collinare a ridosso della costa sud. Poste italiane evidentemente li giudica improduttivi, basandosi sulla quantità di utenti, ma nei comuni interessati si oppongono ragioni legate al tipo di utenza delle frazioni collinari: prevalentemente anziani.

Sul territorio rosetano toccherà agli uffici di Montepagano e Cologna Paese, già da tempo e a più riprese finiti nell’elenco dei punti da sopprimere. In una nota del Comune il sindaco Enio Pavone dichiara di «non condividere assolutamente il provvedimento di chiusura e che si attiverà con tutti i mezzi a sua disposizione per evitare la sospensione di questo importante servizio nelle due frazioni del territorio comunale». «Si tratta di un problema che abbiamo già affrontato in passato». spiega Liberatore Merlitti, presidente del comitato di quartiere di cui fa parte Montepagano, «e non siamo mai riusciti a risolvere nonostante le assicurazioni da parte dei vertici di Poste italiane con cui abbiamo avuto degli incontri. Io credo che sia opportuno guardare avanti, pensando cioè a un futuro senza ufficio postale, garantendo gli stessi servizi attraverso altri canali come accade già adesso con le tabaccherie. Basterebbe poi attivare un bancomat nella frazione per risolvere la questione dei prelevamenti, pertanto rimarrebbe scoperto solo il servizio per la spedizione di raccomandate, ma anche in questo caso si potranno trovare delle alternative». «Indubbiamente si tratterà di un notevole disagio per gli anziani della nostra frazione», interviene Livio Bonaduce, presidente del comitato di quartiere in cui rientra Cologna Paese, «anche perché non abbiamo altro nel nostro centro, dove già lo sportello dell’ufficio postale è attivo a giorni alterni». «Così facendo perderanno numerosi utenti», dice Giuseppe Ginoble di Montepagano, «perché se dovremo spostarci per avere quei servizi allora sceglieremo la struttura che può garantirli, come le banche o simili».

Sulla chiusura di Treciminiere il primo cittadino di Atri Gabriele Astolfi afferma: «Ho appreso la notizia dai giornali, tutto questo è vergognoso, già l’anno scorso le poste hanno chiuso l’ufficio della frazione di San Giacomo, ora colpiscono una frazione che dista ben 13 km dal centro di Atri. A pagarne le conseguenze saranno quegli anziani che senza auto dovranno andare a ritirare la pensione o pagare bollette. Treciminiere già osservava un orario ridotto, è assurda la chiusura totale dell’ufficio. Lunedì parlerò con il direttore generale di Pescara. Avevamo già cercato di scongiurare la chiusura l’anno scorso. Cercherò in tutti i modi di oppormi proponendo una convenzione dove il Comune potrebbe accollarsi il pagamento delle utenze dei locali».

Il sindaco di Pineto Robert Verrocchio annuncia la notizia alla cittadinanza direttamente dal suo profilo Facebook: «Poste Italiane ci ha appena informato della volontà di chiusura dell'ufficio nella frazione di Mutignano. Capisco che Poste sia una società privata, ma si tratta di un servizio pubblico. Prenderò subito un appuntamento con la direzione e faremo tutto quanto in nostro potere perché la chiusura non avvenga». Numerose sono state le prese di posizione sul social di cittadini indignati.

Quanto a Silvi, lo sportello al paese verrà “razionalizzato”. Il vicesindaco Vito Partipilo dice: «Bisogna capire cosa si intende per razionalizzazione, molto probabilmente come successo anche anni fa ci sarà una riduzione di orario ».

Federico Centola

Domenico Forcella

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