Le prime parole al sindaco: «Dico grazie a tutti voi»

ATRI. E’ con un «Grazie a tutti» raccolto dal sindaco Gabriele Astolfi, rimasto in contrada Montagnola per tutta la notte, che il meccanico sale sull’ambulanza che lo porterà in ospedale. Il primo...
ATRI. E’ con un «Grazie a tutti» raccolto dal sindaco Gabriele Astolfi, rimasto in contrada Montagnola per tutta la notte, che il meccanico sale sull’ambulanza che lo porterà in ospedale.
Il primo cittadino di Atri, che così come prevede la legge ha dovuto firmare il trattamento sanitario obbligatorio, è salito per qualche istante sull’ambulanza. «Ho potuto parlare per un attimo con lui», ha raccontato l’amministratore, «ha ringraziato tutti. L’ho trovato provato, stanco, ma in buone condizioni di salute. Appena mi ha visto mi ha salutato. Per quello che lo conosco sembrava una persona tranquilla e in passato non ci sono mai stati problemi. La sua è una famiglia di lavoratori, gente onesta e laboriosa. Così come lui. Ora ci auguriamo che possa andare tutto per il meglio e che lui possa essere aiutato. Io voglio ringraziare il questore e tutte le forze dell’ordine intervenute per l’ottimo lavoro svolto: nessuno si è fatto male». Ma che cosa potrebbe aver scatenato la furia dell’uomo? Difficile dare una sola risposta. Perchè potrebbero essere tante. Gli investigatori raccontano di una crisi sentimentale o di un recente diverbio sul posto di lavoro che potrebbero aver acuito una situazione già in divenire. I cui segnali, molto probabilmente, erano emersi già da molto tempo. Perchè, raccontano alcuni conoscenti, da qualche settimana i litigi con i familiari erano diventati continui, quasi quotidiani. E ogni giorno l’uomo innalzava un muro in quel garage diventato ormai un bunker con inferriate alle finestre e porte murate. Fino all’epilogo di lunedì pomeriggio, quando ha deciso che il mondo sarebbe rimasto fuori dalla sua vita, fuori da un garage diventato il suo unico rifugio.(d.p.)
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