«Le ricchezze del centro storico non vengono valorizzate»

23 Maggio 2018

TERAMO. Secondo la lista civica “Oltre”, che sostiene il candidato sindaco Giandonato Morra, «il rilancio economico di Teramo passa dalla rinascita del centro storico e delle sue ricchezze». E «in un...

TERAMO. Secondo la lista civica “Oltre”, che sostiene il candidato sindaco Giandonato Morra, «il rilancio economico di Teramo passa dalla rinascita del centro storico e delle sue ricchezze». E «in un momento di così grave crisi per Teramo, ed il suo centro storico in particolare, è fondamentale ascoltare gli operatori economici e prendere spunto dalle loro esperienze dirette e dalle loro necessità per realizzare, tutti assieme, un programma concreto che non sappia solo di libro dei sogni».
Il consigliere provinciale e coordinatore della lista, Federico Agostinelli, e il vice presidente dell’Unione giovani commercialisti di Teramo, Federico Di Giannatale, candidato consigliere, sostengono: «Mancano, per prima cosa, le infrastrutture. Le vie d’accesso alla città sono vecchie, inadeguate, mal tenute e piene di voragini, i marciapiedi corrosi e pericolosi, le arterie che conducono alle porte storiche sono prive di segnaletica, anche per i numerosi monumenti presenti in centro. Come possiamo pensare di riportare turisti a Teramo, di rianimare il commercio e di incentivare lo sviluppo socio-culturale se non pubblicizziamo in maniera adeguata le nostre ricchezze? Altro nervo scoperto è il patrimonio artistico e culturale che non solo non viene sfruttato a dovere, ma addirittura in molti casi non è neppure fruibile». Secondo la civica “Oltre” «un serio rilancio della nostra città può e deve partire anche dalla riqualificazione e dal rilancio di queste aree di interesse storico-culturale che potrebbero indubbiamente fungere anche da volano per la rinascita commerciale ed economica di tutto il centro storico: chi avrà l’onore di rappresentare Teramo nella prossima amministrazione comunale avrà il dovere morale di difendere e promuovere le nostre ricchezze per il bene della collettività».