Le sagre extralarge si tagliano i giorni: al massimo sette

2 Giugno 2015

Dopo l’inchiesta aperta dalla procura e i controlli della Asl gli organizzatori si adeguano, ma c’è chi fa il furbo

VAL VIBRATA. L’inchiesta della procura da un lato e l’irrigidimento della Asl dall’altra ha fatto scattare sull’attenti gli organizzatori delle tante sagre che d’estate pullulano in Val Vibrata. L’inchiesta sulle manifestazioni gastronomiche “extralarge”, cioè di durata eccessiva, va avanti, ma intanto c’è chi si sta adeguando per non superare i sette giorni di somministrazione. Per cui un po’ ovunque si stanno allestendo eventi di durata limitata così come prevede la legge regionale in materia. Ma, soprattutto, in tanti si stanno allineando a rendere a norma le strutture.

Del caso si stava occupando anche l’ Unione di Comuni Val Vibrata, soprattutto per quanto riguarda la calendarizzazione degli eventi evitando le sovrapposizioni ed anche le duplicazioni. Ma regolamentare gli eventi gastronomici sembra piuttosto difficile e solo lo spauracchio dei controlli Asl ha messo sul chi vive gli organizzatori e le amministrazioni comunali. I sindaci, in particolare, preoccupati delle conseguenze personali che si assumono concedendo le autorizzazioni, vogliono garanzie sulla regolarità. E se prima c’erano solo i ristoratori a vigilare sul business delle sagre, accusate di concorrenza sleale, ora si aggiungono il servizio di igiene degli alimenti della Asl ed anche gli stessi organizzatori “a norma” che non tollerano più eventi fuorilegge dal punto di vista igienico-sanitario. A Sant’Omero, tanto per citare il caso di una delle sagre più conosciute e tipiche, la Pro loco (attrezzata e a norma come poche) ha deciso di limitare a sette giorni la sagra del baccalà (dal 19 al 25 luglio). Ma ha organizzato dal 9 al 12 una pre-sagra a valenza culturale con menù particolari, mentre dal 17 al 18 luglio ci sarà un convegno a tema. Per adeguarsi alla normativa c’è chi adotta l’escamotage per fare più giorni: basta interrompere l’evento qualche giorno e ripartire. La Asl sta osservando anche le cosiddette strutture “in precario” ovvero quelle che per motivi urbanistici ed igienici non possono stare in piedi oltre una settimana e che ottengono le autorizzazioni da parte dei sindaci. Vedremo cosa accadrà con l’estate iniziata.

Alex De Palo

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