Le scuole: «Così è difficile gestire l’emergenza»

7 Novembre 2020

Le prèsidi segnalano problemi al sindaco D’Alberto, che dice: «Ora le norme per superare la lentezza delle risposte sui tamponi ci sono, vanno applicate»

TERAMO. «È in gioco la tenuta del sistema sanitario, ma anche quella del sistema scolastico. Le norme prevedono ora soluzioni per superare la lentezza, soprattutto quella delle risposte sui tamponi. Conosciamo le problematiche, è ora di affrontarle e la celerità è l'elemento chiave». Celerità che passa per l'utilizzo dei test rapidi nelle scuole, per la messa in rete dei laboratori privati con il sistema sanitario regionale attraverso l'applicazione di un unico protocollo, per il potenziamento del dipartimento di prevenzione della Asl. A tracciare la strada per affrontare le problematiche nella gestione dell'emergenza coronavirus, con particolare riferimento alle scuole, è il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto che ieri si è confrontato insieme all'assessore Andrea Core, in una riunione da remoto, con le dirigenti scolastiche per fare il punto sulla situazione.
Nell’incontro le dirigenti hanno rappresentato al sindaco diverse questioni, a partire dalla difficoltà di contattare la Asl e in particolare il servizio di prevenzione. Le presidi hanno infatti denunciato come i numeri telefonici forniti dall'azienda sanitaria siano inaccessibili, aspetto che rende difficile avere indicazioni e comunicare questioni urgenti. Sul tavolo anche la necessità di effettuare tamponi in tempi rapidi, «in particolare perché il sistema di comunità (quale è la scuola) impone una disciplina non generica». I tempi lunghi di attesa stanno infatti alimentando il ricorso da parte delle famiglie a laboratori privati, con tamponi i cui esiti non sono riconosciuti, ma che di fatto, a fronte di una positività, generano forte incertezza e difficoltà di gestione da parte delle dirigenti stesse. Tra le problematiche segnalate anche la difficoltà di gestire il trasporto scolastico compatibilmente con gli orari di lezione, la necessità di migliorare l’interlocuzione con pediatri e medici di base, il cui filtro finora non è stato efficace, la mancanza di unità e chiarezza in tutti i passaggi, specie di fronte a positività accertate con tampone fatto privatamente: mancano protocolli e direzioni unitarie.
«I problemi, specie per le scuole che proseguono l’attività in presenza, stanno diventando più acuti, visto l’incremento dei contagi», si legge in una nota del Comune, «è però cambiato il quadro normativo, per ciò che attiene l’effettuazione dei tamponi, grazie alle indicazioni dettate dall'Istituto superiore di sanità e dal ministero per la Salute. I due organismi danno peso ai test rapidi, che possono essere uno strumento strategico e sostenibile rispetto ai test molecolari tradizionali, qualora le capacità diagnostiche di questi ultimi siano già saturati». La rapidità del risultato permette infatti un veloce monitoraggio di eventuali contagi e il conseguente isolamento di chi è stato contagiato limitando la diffusione dell'infezione in ambiente comunitario. «In questo caso, il rischio di risultati falsi negativi può essere accettabile in quanto bilanciato dalla velocità di risposta nel percorso di controllo delle infezioni», continua la nota, «e dalla possibilità di ripetere il test se ritenuto opportuno. Pertanto ora più che mai è necessario ricorrere a tali tamponi rapidi, al fine di procedere a una mappatura puntuale costante e rapida di ogni possibile rischio in ogni scuola».
Nel corso della riunione il sindaco ha ricordato come da settimane chieda alla Regione di emanare un'ordinanza che disciplini le attività e i rapporti con i laboratori privati, così come ha ribadito di aver formalmente chiesto, anche nella veste di presidente regionale dell'Anci, la convocazione con urgenza di un tavolo scolastico regionale.
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