«Le scuole superiori sono più sicure dell’anno scorso»

10 Settembre 2017

Per il presidente Di Sabatino studenti e genitori possono stare più tranquilli

TERAMO. «Non posso dire ai genitori degli studenti che non ci sono problemi e che le scuole superiori sono assolutamente sicure, però posso dire che gli istituti teramani sono certamente più sicuri di come erano l’anno scorso». Alla vigilia del ritorno sui banchi il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino manda un messaggio moderatamente rassicurante sulla stabilità degli edifici scolastici. «Dal punto di vista statico non ci sono problemi», aggiunge Di Sabatino, «nessun edificio rischia il crollo e i ragazzi possono andare a scuola senza patemi, ma per quanto riguarda la vulnerabilità sismica è chiaro che ci sono scuole con indici più alti (cioè più sicure, ndr) e altre con indici meno buoni». Dal punto di vista della vulnerabilità sismica (come si vede nella tabella degli indici di ciascun istituto pubblicata a fianco) le scuole superiori teramane non stanno messe poi così male, certamente meglio – nel complesso – delle scuole elementari e medie del capoluogo che presentano indici mediamente più bassi.
È sufficiente questo per tornare in classe senza alcuna preoccupazione? Alzi la mano chi se la sente di rispondere sì. Tuttavia, secondo quanto afferma il presidente dell’amministrazione provinciale, c’è un maggiore grado di sicurezza e questo dovrebbe far stare un po’ più tranquilli – forse è meglio dire un po’ meno preoccupati – gli studenti e le loro famiglie. «Del resto», aggiunge Di Sabatino, «la sicurezza non esiste: ribadisco che le nostre scuole dal punto di vista statico sono a posto, ma la sicurezza sismica te la può dare solo un edificio costruito adesso, rispettando tutti i criteri tecnici e tutte le norme in materia antisismica».
Intanto in diversi istituti superiori teramani son stati eseguiti dei lavori che rendono gli edifici più solidi. «Dopo le varie scosse dei mesi scorsi nelle scuole abbiamo speso quasi un milione di euro per lavori di riparazione e rafforzamento come mettere le catene alla facciata del liceo Delfico o mettere le reti sui soffitti: questo significa che se si staccano dei calcinacci non cadono in testa agli studenti. Inoltre sono state migliorate le vie di fuga in alcuni istituti e anche questa e una cosa importante in caso di emergenza».
Di Sabatino non è il tipo che quando ci sono i problemi li sottovaluta o li nasconde: quando si è trattato di decidere non ha esitato a chiudere due scuole – gli Ipsia Marino di Teramo e Pagliaccetti di Giulianova – perché non davano sufficienti garanzie di sicurezza, anche se non c’è alcuna norma che impone di chiudere un istituto scolastico al disotto di certi indici («magari ci fosse», dice, esprimendo lo steso concetto del sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, «e invece il cerino acceso resta sempre in mano a noi»). Il suo messaggio che invita a un atteggiamento di moderata tranquillità per il rientro in classe non è quindi da prendere come un eccesso di ottimismo o una fanfaronata. «Io la preoccupazione delle famiglie la capisco bene», aggiunge, «perché un conto è avere i figli vicino, un conto è affidarli ad altri, in questo caso a una struttura pubblica. È chiaro che si pretende sicurezza e c’è ancora molto da fare in questa direzione. Però posso dire che la Provincia di Teramo è una delle poche che questo cammino lo ha già intrapreso: sappiamo dove intervenire, qualche soldo a disposizione ce lo abbiamo e io penso che nel giro di tre o quattro anni ci sarà un buon grado di sicurezza in tutte le scuole superiori teramane».
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