Le storie di prof precari: entra di ruolo a 64 anni

Affollata assemblea di insegnanti con il segretario nazionale della Cgil scuola In tanti aspettano di essere stabilizzati dopo vent’anni, ma poche le cattedre
TERAMO. In sala è tutto uno sventolare di fogli e ventagli: sono le 14.30 di un afoso pomeriggio d'agosto e la sala polifunzionale della Provincia è gremita di insegnanti. La platea è per lo più femminile e non mancano bambini dotati di tablet, quaderni e tanta pazienza: dovranno rimanere lì a lungo e cercano di passare il tempo come possono.
Molti docenti sono rimasti anche in piedi per prendere parte all'incontro organizzato dal sindacato Flc Cgil. L'assemblea è tenuta dalla segretaria nazionale Anna Fedeli, dalla rappresentate regionale Cinzia Angrilli e da Lucia Di Luca della sezione provinciale. Tema dell'iniziativa è il piano assunzioni per il prossimo anno scolastico così come previsto dalla riforma della "Buona scuola", che qui "buona" non sembra affatto. All'inizio dell'incontro viene distribuita una sorta di vademecum per i docenti. E' la delegata locale ad aprire l'assemblea. Di Luca snocciola i numeri, "piccoli", delle immissioni in ruolo in provincia per le prime due fasi del piano e chiude con un dato: finalmente un'insegnante classe 1951 ha ottenuto la cattedra. Probabilmente da stabilizzata lavorerà solo un altro anno prima di andare in pensione. La sua storia è solo la punta dell'iceberg, in sala sono molti i precari da oltre vent'anni. La segretaria nazionale entra nel dettaglio sul nuovo piano assunzioni, ma prima fa un breve riferimento alla situazione provinciale: Teramo è una città povera, vecchia e con sempre meno bambini. Durerà meno di un'ora il suo resoconto, a seguire partiranno a raffica le domande degli insegnanti, che incalzeranno Fedeli per quasi altre due ore. L'opportunità di presentare o meno la domanda con la possibilità concreta di dover emigrare chissà dove, l'incidenza della presenza di figli piccoli e della legge 104, quella sull'assistenza in caso di disabilità (propria o di coniuge, figlio o genitore) sono le domande che angustiano di più i docenti. L'aria condizionata non è sufficiente a dare sollievo e gli animi degli insegnanti si scaldano anche per le questioni affrontate: in ballo non c'è solo il lavoro, ma la propria dignità. C'è chi si sente solo un "numero"; chi rifiuta pubblicamente di presentare domanda online, e non manca chi polemizza col sindacato. Anna Fedeli tuttavia non si scompone, sa che gli animi dei docenti sono esacerbati da anni di precariato. L'incontro volge al termine, le rappresentanti della Flc Cgil rimangono a parlare ancora qualche minuto con i docenti.
Emanuela Michini
©RIPRODUZIONE RISERVATA

