Le teorie gender possono spaccare la maggioranza

La mozione proposta da Pomante rischia di diventare una trappola per Brucchi nel consiglio di oggi: parte del centrodestra l’approverebbe, altri sono contro
TERAMO. Le teorie gender rischiano di dividere la maggioranza comunale. Nel consiglio che si riunirà oggi alle 9 non figurano all'ordine del giorno argomenti particolarmente spinosi per l'amministrazione. Il clima di tensione che si respira nello schieramento guidato dal sindaco Maurizio Brucchi può caricare di significati politici e rendere meno innocuo di quanto non appaia a prima vista il confronto sulla mozione firmata da Gianluca Pomante sulle minacce per l'identificazione sessuale degli studenti che sarebbero contenute nella riforma della scuola varata dal governo. Il consigliere chiede, dunque, una presa di posizione all'aula contro le teorie gender che, per quanto esuli dalle competenze dirette dell'amministrazione comunale, potrebbe diventare il punto più controverso della seduta odierna.
Che dal dibattito e dal voto sul documento proposto da Pomante la maggioranza possa ricavare nuovi imbarazzi è risultato chiaro già dalla riunione interna allo schieramento tenuta martedì sera. La partecipazione è stata più massiccia rispetto a incontri recenti, nei quali i consiglieri presenti si potevano contare sulle dita di una mano, e la questione gender è diventata l'argomento centrale di discussione. Un pezzo della maggioranza approverebbe senza riserve l'appello di Pomante, ma c'è anche chi non ne vuole sapere. Alfonso Di Sabatino Martina boccia il documento in quanto "scritto con i piedi", intriso di retorica e fuorviante rispetto ai reali contenuti della riforma della scuola per il superamento delle discriminazioni tra i sessi. L'avallo del testo, secondo lui, si giustificherebbe solo come un passaggio nel percorso di avvicinamento di Pomante alla maggioranza. Dubbi sono stati espressi anche da Angelo Puglia, che non attribuisce efficacia reale a un provvedimento che investe sfere di competenza ben al di sopra del Comune. Il voto, insomma, potrebbe trasformarsi in una trappola da evitare lasciando la mozione in sospeso.
L'opposizione, invece, è pronta a fare pressing sulla valenza politica del documento unico di programmazione. Il documento, che rientra tra i provvedimenti propedeutici al bilancio di previsione, sarà messo ai voti durante la seduta. Non è chiaro però se si tratterà di una mera "presa d'atto", come sostenuto dall'amministrazione nei giorni scorsi, o di una piena condivisione, come vorrebbe la minoranza per creare ulteriori imbarazzi alla maggioranza.
Gennaro Della Monica
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