Le vecchie signore tornano a ruggire

19 Giugno 2016

Auto d’epoca da corsa hanno fatto rivivere il clima sportivo della gara che si è svolta a Teramo fra il 1949 e il 1961

TERAMO. I bolidi del passato sono tornati a mordere l'asfalto sulle strade del Circuito del Castello. La riedizione della corsa, che tra il '49 e il '61 è stata l'espressione dell'amore per i motori di tanti appassionati teramani, ieri pomeriggio ha fatto di nuovo rombare i cavalli di quaranta auto che ormai appartengono alla storia. Dalle 15 alle 19, durante le tre manche di gara per le altrettante categorie individuate dagli organizzatori e nell'area box allestita sul lato di viale Mazzini che costeggia la Banca di Teramo, un folto pubblico di estimatori e curiosi ha potuto ammirare alcuni pezzi rari dell'automobilismo d'epoca. A cominciare dalla decana tra le macchine in gara, la Fiat 501 Sport del 1923 con al volante Agostino Mercatili, e dalla Giaur Taraschi arrivata da Napoli e che proprio il 18 giugno del '50 fu guidata sulle stesse strade del percorso cittadino da Maria Teresa De Filippis.

Non è stata questa, però, la sola coincidenza storica che ha caratterizzato la riedizione della gara cittadina curata da Aci, Club automoto storiche Teramo (Cast) e dalla “Scuderia Castello”. Alle 16 di ieri, infatti, è scattata la 24 ore di Le Mans e così gli organizzatori hanno mutuato dall'epica competizione francese lo stesso sistema di partenza. Al via i piloti schierati sulla linea di partenza hanno raggiunto i bolidi allineati sul lato opposto della strada per affrontare i cinque giri del percorso previsti per ciascuna manche. Il tracciato, però, non è stato quello delle edizioni storiche del Circuito del Castello. Per questioni logistiche dovute anche alla necessità di non bloccare il traffico in piazza Garibaldi per tutto il pomeriggio, la corsa è partita dall'imbocco di via Crucioli e da li si è sviluppata lungo via Paolucci, intorno al monumento ai caduti e sul lato dei "Tigli" che costeggia il Regina Margherita per tornare al punto iniziale. In questo modo la chiusura al traffico è stata limitata a un tratto stradale molto più breve rispetto al circuito orginario che prevedeva il transito in viale Bovio, via Cavour, via del Castello, piazza Garibaldi e viale Mazzini. La riproposizione del tracciato integrale è in programma per il prossimo anno.

«Questa corsa rappresenta la storia della città», ha detto il sindaco Maurizio Brucchi che ha partecipato alla gara a bordo di una Lotus Elise, «ha già richiamato tanti spettatori e va sviluppata con l'obiettivo di portarla sul panorama nazionale». Per gli organizzatori è già stata un successo l'edizione di quest'anno. «Siamo molto soddisfatti", sottolinea Sandro Gadaleta della "Scuderia Castello", «sia per la bella partecipazione di spettatori che per la presenza di macchine di livello». Le più antiche e prestigiose sono state premiate con coppe e targhe alla fine dell'esibizione che in quanto tale si è conclusa senza vincitori. Il ruolo di reginette della manifestazione è stato rivestito, però, da due auto collocate alle estremità della storia motoristica. La centenaria erarissima Citroen Docteur e la modernissima Alfa Romeo Picchio allestita per le gare di velocità in montagna, entrambe esposte ai Tigli, hanno attratto l'attenzione di tanti appassionati che si sono assiepati intorno a loro per fotografarle e osservarle da vicino.

Sono state le due macchine più ammirate. La Docteur, costruita in tre soli esemplari da Bugatti Citroen nel 1916, è stata presentata dal Cast come l'auto più rara al mondo. Il prototipo esposto ieri, che appartiene alla famiglia Castelli perché fu acquistato nel '19 dal barone Venanzio, è l'unico ancora esistente e in un secolo di vita ha percorso appena 500 chilometri. L'Alfa Romeo, nata da un progetto in cui sono coinvolte la Picchio Racing Car di Ancarano con la Mpe e la Mirage Motor Company di Montorio al Vomano, farà presto il suo esordio su strada. La guiderà il teramano Marco Gramenzi già sei volte campione italiano di velocità in montagna.

Gennaro Della Monica

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