Le vongolare si fermano per 45 giorni

17 Febbraio 2019

Stop alla pesca dal 1° marzo deciso volontariamente dal Cogevo Abruzzo per tutelare la fauna e non far cadere i prezzi

GIULIANOVA. Il Cogevo Abruzzo, il consorzio di pescatori di vongole che raggruppa 84 imbarcazioni, ha deciso di promuovere un fermo pesca dal prossimo 1° marzo fino al 15 aprile. Lo stop che riguarda il mese di marzo viene osservato volontariamente dagli armatori, mentre i 15 giorni di aprile rientrano nel fermo tecnico annuale di 60 giorni previsto dalla normativa e dagli accordi esistenti. La decisione è stata assunta a larga maggioranza dai titolari di pescherecci di cui 60 di stanza nel porto di Giulianova, 12 in quello di Pescara ed altrettanti in quello di Roseto. Un secondo ulteriore periodo di fermo tecnico è previsto dal 16 settembre alla fine del mese di ottobre in modo da completare il previsto ciclo di sospensione nei 12 mesi della pesca. Tutto questo nell’ambito di un accordo raggiunto a Cesenatico tra tutti i produttori con la creazione tra gli associati di un organismo di programmazione guidato da Giovanni Di Mattia, il presidente del Cogevo Abruzzo. «La decisione del fermo», fa sapere Di Mattia, «scaturisce da più motivazioni. Innanzitutto esiste un accordo nazionale che ha l’obiettivo di tenere il prezzo su livelli accettabili per noi produttori. Poi il fermo volontario è destinato anche al rispetto degli accordi intervenuti a Cesenatico tra tutti gli armatori del settore. Tra tali accordi esiste anche il rispetto del delicato ciclo di riproduzione delle vongole di cui dobbiamo tener conto in quanto, tra l’altro, il nostro futuro dipende soprattutto da tale specifico aspetto». Di Mattia ricorda l’impegno del Cogevo,, assistito dall’Istituto zooprofilattico, che si è speso molto nel campo della riproduzione con una semina di vongole di piccola taglia oltre la distanza di un miglio per creare nuove zone di pesca lungo la costa teramana e al fine di interferire il meno possibile con le altre attività che si fondono in ambito marino. In quella fascia di mare è stata creata una zona preservata ai fini della ricerca e dell’osservazione riproduttiva. Il presidente del consorzio abruzzese lancia poi una richiesta alla futura giunta regionale: «Sono in attesa che venga formata la nuova giunta che affiancherà il presidente Marsilio e sarà mia premura incontrarmi al più presto con l’assessore di nostro rifermento. Chiederemo come sarà affrontato il problema dell’erosione e come sarà coinvolta la nostra categoria. In passato è stato realizzato il ripascimento morbido delle spiagge prelevando sabbia nei primi 500 metri dalla battigia. Questo ha comportato un sovvertimento dell’habitat con la distruzione di piccolissime vongole. Di ciò siamo preoccupati e ne vorremmo parlare con l’assessore al ramo prima che il problema dell’erosione diventi emergenza da risolvere in fretta ed a tutti i costi. Per noi il ripascimento praticato come è accaduto in passato è una perdita secca di prodotto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA