Lega divisa in due Tribuiani e Mastrilli verso l’espulsione

28 Febbraio 2021

L’ex candidato sindaco ironico: «Facciano pure, la tessera  già non ce l’ho più. Il nostro gruppo resterà in consiglio»

GIULIANOVA. Potrebbero arrivare presto, da parte del coordinatore regionale Luigi D’Eramo, le espulsioni dalla Lega dei due consiglieri comunali Pietro Tribuiani (ex candidato sindaco del centrodestra nel 2019) e Gianni Mastrilli (già candidato anche alle regionali a sostegno di Marco Marsilio). Questi i rumors che circolano in ambienti comunali. Entrambi, in quanto eletti nelle consultazioni del 2019, siedono in consiglio comunale sotto il simbolo “Lega Abruzzo per Salvini”. Lo stesso Tribuiani, in merito a tale possibilità, afferma: «Sarà impossibile espellermi dal partito visto che nel 2020 non ho rinnovato la tessera proprio in attesa di un chiarimento con D’Eramo che non è mai avvenuto. Il nostro gruppo in consiglio rimarrà fermo dov’è, in quanto investito dal mandato popolare. Il resto non conta». Mastrilli ha preferito affidare il suo ragionamento politico ad una nota: «Si è conclusa da qualche giorno una operazione politica che ha generato caos e sconcerto fra i cittadini di Giulianova. Il sindaco Jwan Costantini, dopo aver vinto le elezioni con una coalizione civica, è passato tra le fila della Lega, partito che assieme ad altre forze politiche di centrodestra è uscito sconfitto dalle urne per 59 voti. Durante l’accesa campagna elettorale gli slogan contro il movimento, di cui ora è parte, erano all’ordine del giorno, uno su tutti “Giulianova non si Lega”. Ricordo inoltre che si derideva chi parlava di filiera della politica, filiera che oggi guarda caso diventa argomento di vanto e soprattutto giustificazione per il cambio di casacca». Per Mastrilli il salto di Costantini è stato fatto per soli fini di carriera politica, cosa che non gli sarebbe mai riuscita se fosse rimasto in campo civico. È chiaro secondo il consigliere l’intento di perseguire una ambizione personale a scapito dei cittadini. «Un’operazione», aggiunge Mastrilli, «che obbedisce a logiche di carriera con spregio delle responsabilità verso gli elettori». Il consigliere si chiede come possano essere compatibili i due diversi programmi pur se cambiare idea è lecito, ma sicuramente sconcertante nei modi. «Ma sarebbe stato più coerente», conclude Mastrilli, «dimettersi e riproporsi sotto altra veste».
L’assessore Katia Verdecchia, che non ha mai nascosto la sua inclinazione verso il campo progressista, sollecitata da più parti sul suo futuro dopo la scelta del sindaco Costantini, chiarisce: «Prima di decidere devo riflettere. Il mio passato rimane fermo e integro. La mia è una figura tecnica e ogni decisione, per quel che mi riguarda, verrà assunta appena sarò più tranquilla e nel momento in cui avremo alle spalle l’emergenza sanitaria che sto seguendo come assessore all’istruzione».
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