Legnini chiede al Parlamento: «Superbonus fino almeno al 2025»

Il commissario evidenzia alle commissioni Bilancio le difficoltà che sta incontrando la ricostruzione «Senza la proroga delle agevolazioni i proprietari non ce la faranno a coprire spese sempre maggiori»
TERAMO. Stabilizzare il Superbonus 110% almeno fino al 2025 nelle aree del cratere sisma 2016 e laddove si ricostruisce con i fondi pubblici dopo un sisma, evitando differenziazioni in base alla tipologia degli edifici e al reddito dei proprietari. È quanto ha chiesto ieri il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma 2016 in Centro Italia, Giovanni Legnini, nel corso di un’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla legge di bilancio 2022, sollecitando anche la proroga di alcune disposizioni di legge che riguardano il cratere, e che sono in scadenza a fine anno, e una disciplina che consenta alle imprese il rimborso dell’Iva sul contributo di ricostruzione che devono anticipare.
«Dopo l’estate abbiamo registrato un rallentamento nella crescita della ricostruzione privata», ha detto Legnini, «le nuove difficoltà sono legate alle condizioni di saturazione del mercato dell’edilizia, dovute alla progressiva diffusione del Superbonus 110% nel resto del territorio nazionale. I professionisti e le imprese sono sempre più impegnati in altri territori», ha detto il commissario. Pesano, in particolare, la scarsità del numero delle imprese disponibili a effettuare i nuovi lavori, la difficoltà di reperimento di alcuni materiali edilizi essenziali, oltre al forte aumento dei prezzi di alcuni prodotti, che il recente aumento del contributo di ricostruzione del 6% per l’edilizia residenziale e dell’11% per quella produttiva riesce solo parzialmente a compensare. Con l’aumento dei prezzi la quota di spesa per le opere di ricostruzione che resta a carico dei proprietari si è notevolmente ampliata negli ultimi mesi, passando dai circa 15mila euro di inizio anno ad oltre 41mila euro di media nel mese di ottobre, rendendo decisivo l’utilizzo del Superbonus 110% per evitare che una parte delle spese necessarie resti sulle spalle dei cittadini. «Il Superbonus al 110% deve avere una sua continuità, e un orizzonte temporale adeguato, almeno per le aree colpite dai terremoti», ha detto il commissario, chiedendo la conferma delle attuali detrazioni per tutte le tipologie di edifici per almeno quattro anni. E ha continuato: «La maggior parte degli interventi che dobbiamo eseguire, circa 40mila, riguarda edifici mono e bifamiliari, per gran parte dei quali i benefici fiscali termineranno a giugno 2022. La ricostruzione ha delle specificità. Nei centri storici molto spesso si devono ricostruire interi aggregati, dove possono coesistere condomìni e edifici unifamiliari, con un progetto unitario, molto difficile se non impossibile da realizzare se solo alcune delle unità immobiliari presenti possono godere del beneficio delle detrazioni». Legnini ha ricordato anche che, a differenza del resto del territorio nazionale, nelle aree sisma gli interventi che presuppongono l’uso del 110% vengono attivati con una Scia condizionata, e non una semplice Comunicazione di inizio lavori, non soggetta ad autorizzazione.
Nel corso dell’audizione Legnini ha chiesto al Parlamento di attivarsi per garantire la proroga di alcune misure che riguardano il cratere e sono di prossima scadenza. Tra queste la proroga della sospensione dei mutui sugli immobili inagibili, prevedendo il pagamento degli interessi a carico di un apposito fondo, la conferma del credito di imposta per gli investimenti delle imprese in beni strumentali, la proroga delle agevolazioni sulle utenze degli immobili inagibili, delle compensazioni ai Comuni per i mancati incassi Tasi e Imu e della norma che esclude gli immobili inagibili dal calcolo di Irpef e Imu.
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