Legnini: «Nei centri più colpiti bisogna sbloccare i cantieri»
AMATRICE. A cinque anni e mezzo dal terremoto del 24 agosto 2016, ad Amatrice (Rieti) il Comune ha riconsegnato ieri i primi 56 appartamenti del condominio di edilizia residenziale pubblica “Picente-I...
AMATRICE. A cinque anni e mezzo dal terremoto del 24 agosto 2016, ad Amatrice (Rieti) il Comune ha riconsegnato ieri i primi 56 appartamenti del condominio di edilizia residenziale pubblica “Picente-Il Casaletto”, ricostruito in piazza Sagnotti, nello stesso luogo dove si trovava il precedente stabile, uno dei più grandi distrutto dal terremoto. Il prossimo 11 marzo, ha annunciato il sindaco del comune reatino, «sarà la volta del condominio Montegorzano: altre 26 unità abitative».
Alla consegna delle case era presente il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini, che oltre ad Amatrice ha visitato Accumoli e Arquata del Tronto. I tre centri sono oggetto di un piano per sbloccare la ricostruzione anche degli edifici privati. Legnini ha dichiarato: «Dobbiamo accelerare dovunque sia possibile. Anche qui e soprattutto qui, perché Amatrice, Accumoli e Arquata non possono restare indietro rispetto al resto del cratere. In questi tre comuni il terremoto, oltre a centinaia di vittime, ha causato una quantità di danni enorme all'edilizia privata, residenziale e produttiva. Parliamo di 1,2 miliardi nella sola Amatrice, 630 milioni ad Arquata, 360 milioni ad Accumoli. Le risorse per riparare e ricostruire le case ci sono, tutte le procedure sono state estremamente semplificate, adesso dobbiamo affrontare con decisione i problemi specifici che, nei singoli centri, impediscono di procedere. I sindaci», ha detto ancora Legnini, «devono fare dei cronoprogrammi e indicare ai cittadini i tempi per la presentazione dei progetti, sia nei centri storici che nelle frazioni. Non possiamo più perdere altro tempo».

