Legnini: ora la ricostruzione può correre

4 Marzo 2021

Il commissario: «Abbiamo accelerato nonostante la pandemia ma c’è ancora tanto da fare, pesano i ritardi accumulati»

TERAMO. Mentre la pandemia irrompeva sulla scena e rallentava i cantieri e le pratiche negli uffici pubblici, paradossalmente nel 2020 si sbloccava la ricostruzione degli edifici danneggiati dai terremoti del 2016 e del 2017. Lo dicono diversi degli indicatori contenuti nella relazione diffusa ieri dall’ufficio del commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini. Innanzitutto il dato sui cantieri: nel 2020 sono state concluse 1.700 opere, quasi la metà del totale, 4mila, di quelle concluse dal 2016 in poi. Sono però i dati sulle pratiche burocratiche per gli edifici privati a dare la misura dell’accelerazione. Il primo: la somma degli importi effettivamente erogati nel 2020 è il doppio di quella del 2019, 406 milioni contro 230. Il secondo, legato al primo: nel 2020 attivati 3.240 cantieri, nel 2019 erano stati 2.060. Questo in tutto il cratere, tra l’Abruzzo, le Marche, l’Umbria e il Lazio.
TANTO DA FARE. Ma c’è ancora molto da fare. Se, infatti, le richieste di contributo avanzate dai cittadini sono cresciute in dodici mesi del 62%, dalle 12mila del 2019 alle quasi 20mila del 2020 per un importo richiesto di oltre 5 miliardi e mezzo, alla scadenza per le richieste per gli edifici con danni lievi, fissata al 30 novembre scorso, sono state presentate domande per circa la metà delle strutture interessate dagli effetti delle scosse. Ancora meno per gli edifici che hanno subito danni gravi: pochissimi i comuni del cratere che sono riusciti a raggiungere o a superare la soglia del 20% delle richieste rispetto alle strutture censite. Qui però la scadenza è fissata al 31 dicembre prossimo. «La combinazione tra le restrizioni legate alla pandemia e il cambio in corsa delle regole della ricostruzione poteva comportare il rischio di un corto circuito», scrive Legnini nell’introduzione del rapporto, «al contrario la ricostruzione ha registrato importanti progressi nel 2020». Ma avverte: «Si tratta di dati positivi che però continuano a scontare la lentezza determinatasi nel periodo precedente a causa del peso dei troppi vincoli procedimentali e del sottodimensionamento delle strutture amministrative e tecniche. Gli avanzamenti registrati non possono far dimenticare che siamo ancora nella fase iniziale di questo processo, e che in gran parte dei comuni, che pure registrano una crescita significativa di cantieri e procedure di affidamento della progettazione dei lavori, i borghi distrutti stentano a intraprendere la via della rinascita».
LA STRATEGIA. «Nel corso del 2020 sono andati definendosi, facendo leva sulle decisive misure varate dal Governo e dal Parlamento, i contorni di una strategia per ricostruire e far ripartire i territori investiti dalla doppia emergenza, che nel 2021 potrà trovare compiuta attuazione», scrive il commissario. Tra le novità, quelle sui procedimenti per la concessione dei contributi, la revisione dell’approccio urbanistico, l’introduzione di deroghe urbanistiche, la sicurezza, semplificazioni per le opere pubbliche e ordinanze speciali per le opere urgenti e per gli interventi nei centri storici maggiormente distrutti. E poi c’è il rafforzamento dei presidi di legalità e quello degli organici del personale tecnico e amministrativo: 200 le nuove assunzioni in favore degli uffici speciali e dei comuni disposte nel 2020, 138 per il 2021.
L’ABRUZZO. Come spiega la relazione, in Abruzzo i maggiori danni subiti dal patrimonio edilizio si sono registrati a Teramo (746 danni lievi e 640 danni gravi censiti), Montereale (616 lievi e 433 gravi), Civitella del Tronto (220 lievi e 343 gravi), Campotosto (124 lievi e 342 gravi), Valle Castellana (267 e 322) e Montorio al Vomano (521 e 305). Il comune abruzzese che registra la più alta percentuale di domande presentate rispetto al danno subito è quello di Castel Castagna (73% delle istanze di danno lieve presentate, 50% per i danni gravi), ma incidenze superiori alla media si registrano a Torricella Sicura, Farindola, Teramo e, almeno per i danni lievi, a Rocca Santa Maria, Colledara, Montorio al Vomano, Crognaleto, Campli. Al contrario, le domande sono significativamente inferiori alla media a Campotosto, Cagnano Amiterno e Barete.
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