Legnini, pacchetto di 4 miliardi per il cantiere “Centro Italia”

5 Febbraio 2021

Il commissario per la ricostruzione ha presentato in Parlamento le proposte per i fondi comunitari «Vanno considerate somme aggiuntive a quelle già disponibili per il settore privato e quello pubblico» 

TERAMO. L'obiettivo è quello di avviare un vero e proprio "cantiere Centro Italia", promuovendo interventi di rigenerazione delle regioni colpite dal sisma del 2009 e del 2016 in modo che alla ricostruzione materiale si accompagni quella economica e sociale. Un obiettivo che ha preso forma nell'apposito pacchetto di proposte per l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund e dei fondi della programmazione europea presentato ieri mattina al Parlamento dal commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini e che prevede tutta una serie di interventi rafforzati e coordinati.
OLTRE 4 MILIARDI. In tutto il pacchetto vale 4,7 miliardi di euro. Di questi, 1,78 miliardi sono previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, alla base dei progetti del Recovery Fund, e sono finalizzati specificamente alla "Rigenerazione delle aree del sisma" mentre altri 2,95 miliardi di euro sono previsti, per le stesse aree del centro Italia, dalle risorse della programmazione dei fondi strutturali europei per il 2021-2026. «Al di là di queste risorse, le aree colpite dal sisma», ha detto ieri in audizione alla Camera il commissario Legnini, «hanno naturalmente accesso a tutte le misure orizzontali previste dal Recovery e alle altre misure di carattere generale messe in campo, rispetto alle quali chiediamo che vi sia, per le aree del sisma, un’esplicita quota di riserva, o un’indicazione di priorità». Il documento messo a punto dal commissario con il Dipartimento Casa Italia, precisa poi come le nuove risorse, tra Recovery e Fondi Ue, debbano essere necessariamente considerate «aggiuntive e complementari» rispetto a quelle già disponibili per il Centro Italia per la ricostruzione pubblica (2,2 miliardi di euro già impegnati, più 1,7 miliardi di euro appena stanziati dalla Legge di Bilancio 2021) e per quella privata, che ammontano, al momento, a 6 miliardi di euro.
LE PRIORITA’. Il programma specifico per la ricostruzione del Centro Italia presentato da Legnini è suddiviso in due linee di intervento: la prima, con una dotazione finanziaria stimata in 1 miliardo di euro, è finalizzata alla ricostruzione di “Borghi e città sicuri, sostenibili e connessi” e prevede interventi per la mobilità sostenibile ed efficienze, il recupero e la riqualificazione energetica degli edifici pubblici, la promozione di servizi digitali, lo sviluppo del fotovoltaico e di sistemi centralizzati di produzione di energia, delle “Comunità energetiche rinnovabili”, un’illuminazione urbana ecocompatibile. La seconda linea di intervento, invece, per la quale si stima un’esigenza finanziaria di 780 milioni di euro, riguarda lo sviluppo produttivo, anche del settore agricolo ed agroalimentare, con il sostegno agli investimenti, interventi per la valorizzazione delle risorse ambientali, forestali e boschive, dei beni culturali e storici, la creazione di centri di ricerca universitaria. Oltre a questi fondi ci sono 2,95 miliardi di euro della programmazione comunitaria, che devono ancora essere finalizzati ma sui quali si fa affidamento per finanziare il superbonus cratere, con l’estensione delle detrazioni al 2026 ed il loro ampliamento anche alla ricostruzione e riparazione degli edifici produttivi (oggi esclusi), e soprattutto con la reintroduzione dell’obbligo di miglioramento sismico degli edifici (non previsto dall’attuale superbonus sisma).
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