Legnini: ricostruzione occasione storica

Il commissario al Giubileo del lavoro: «C’è l’urgenza della ripresa e oggi ci sono tutti gli strumenti per velocizzare»
ISOLA DEL GRAN SASSO. «La ricostruzione e la rinascita post sisma e post pandemia sono un’occasione nella quale gli enti locali, il mondo imprenditoriale e delle professioni sono chiamati ad affrontare sfide di attuazione e di interventi pubblici e privati senza precedenti nella storia recente». Le parole del commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini pronunciate nel santuario di San Gabriele racchiudono il senso del Giubileo del lavoro e delle attività produttive che si è svolto ieri mattina, uno degli appuntamenti del Centenario della canonizzazione del Santo patrono dei giovani e dell'Abruzzo.
Un incontro-confronto tra gli imprenditori, le associazioni di categoria e le istituzioni moderato dal rettore dell’università di Teramo Dino Mastrocola che ha costituito un’importante riflessione sull'imprenditoria di oggi, sulla situazione economico-produttiva abruzzese e teramana e sugli interventi presenti e futuri. «In questo momento di ripartenza», ha detto il vescovo della diocesi Teramo-Atri Lorenzo Leuzzi, «è fondamentale rilanciare il senso dell’essere imprenditori e riflettere sull’idea stessa di impresa intesa come comunità che deve costruire e camminare insieme». Un’impresa, quindi, al servizio di tutti, in grado di promuovere il bene comune e di umanizzare l'economia unendo l'efficienza con la solidarietà, considerando il lavoro come specchio della dignità e con il coraggio di fare insieme come affermato da Papa Francesco e ben esposto da don Emilio Bettini dell’università europea di Roma.
In questo percorso la ricostruzione post sisma ha un ruolo fondamentale. «C'è l’urgenza della ripresa», ha proseguito Legnini, «stiamo facendo un grande sforzo per recuperare i ritardi degli anni scorsi con l’avvio di 5500 cantieri nelle quattro regioni colpite dal sisma, abbiamo fornito gli strumenti per velocizzare e rendere continuativo il processo di ricostruzione che è un’occasione storica unica. Questo è il tempo nel quale è necessario coniugare la ricostruzione sia con la prevenzione che con la ripresa economico-sociale, tutti obiettivi possibili grazie agli strumenti varati dal Governo e in particolare al fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnnr) aggiuntivo al processo ricostruttivo. Ed è anche il tempo della fiducia e della responsabilità dei soggetti coinvolti, sia pubblici che privati».
Il commissario ha lodato la diocesi di Teramo per essere la prima tra le regioni terremotate a portare avanti la ricostruzione degli edifici di culto. «Già ci sono 800 progetti di interventi su chiese e oltre 2500 da finanziare», ha detto ancora, «lo sforzo attuativo è senza procedenti e si moltiplicherà negli anni; il mio è un invito ai professionisti, ai tecnici e ai lavoratori a impegnare ogni energia, anche facendo crescere le dimensioni aziendali, perché le procedure e il sistema pubblico sono oggi affidabili».
Uno sforzo normativo nel mondo del lavoro svolto anche dalla Regione. «Stiamo procedendo con la riforma dei centri dell’impiego e predispondendo incentivi per l’inserimento lavorativo dei disabili, delle donne e degli over 50», ha spiegato l’assessore regionale Pietro Quaresimale, «a novembre, per la prima volta in Abruzzo, ci sarà la fiera del lavoro: insieme possiamo farcela a superare le criticità post pandemia». Una situazione regionale che segue il trend nazionale. «Il Pil nel 2021 è in crescita del 4,7%, un dato confortante», ha fatto notare la presidentessa della Camera di Commercio Gran Sasso Antonella Ballone, «ma le istituzioni devono mettere in campo una serie di attività per rendere più snelle le imprese che fanno i conti con un’eccessiva burocrazia. Inoltre il Pnnr con le regole di oggi è di difficile applicazione».
Da più parti è stato lanciato l’appello a uno sviluppo ecosostenibile auspicabile per la regione che soffre la “delocalizzazione selvaggia” di molte aziende così come l'ha definita il segretario regionale Uil Michele Lombardo, con il settore agricolo che rimane, regge e viene riscoperto dai giovani e con quello dell'artigianato, invece, che soffre proprio per la mancanza di nuove attività. Le nuove generazioni devono essere, infatti, i destinatari di politiche mirate incentrate soprattutto sulla formazione.
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