Legnini: «Ricostruzione sbloccata ma ora dobbiamo tenere il ritmo»

25 Marzo 2022

Il commissario fa il punto sugli interventi nell’incontro all’università con il sottosegretario Gabrielli «La guerra in Ucraina è un ostacolo, pronto un pacchetto di grande impatto per sostegni alle imprese» 

TERAMO . Una ricostruzione «molto sottostimata» nella prima fase emergenziale, ma che da un paio d’anni ha preso a marciare con passo più celere e sicuro. Il recupero, registrato nei dati degli interventi avviati sia sul versante privato che su quello pubblico, è messo in discussione però da una nuova sfida: la crisi scatenata dalla guerra in Ucraina. A tracciare bilancio e prospettive del post-sisma del Centro Italia è il commissario di governo Giovanni Legnini in una giornata teramana densa di appuntamenti. «Se riusciremo a mantenere questo ritmo, con decreti, progetti e cantieri», spiega, «la ricostruzione sarà relativamente veloce, ma questa è una storia ancora da scrivere».
L’INCONTRO IN ATENEO
Il commissario fa il punto della situazione in occasione del convegno sulla gestione delle emergenze organizzato dall’università e dal sindacato di polizia Fsp. Nell’aula magna dell’ateneo, al fianco del rettore Dino Mastrocola, che introduce i lavori, siedono Legnini, il capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco Guido Parisi e il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Franco Gabrielli, cui sono affidate le conclusioni sulle principali criticità affrontate di recente sul territorio nazionale. Tra le ferite ancora aperte c’è il terremoto del Centro Italia a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017. «Dopo l’Irpinia è il cratere più esteso d’Italia», ricorda il commissario, «con 61mila edifici da ricostruire, seimila interventi pubblici e tremila chiese da riparare».
L’ACCELERAZIONE
Legnini la definisce «un’opera abnorme» che, superate le difficoltà di avvio, nell’anno passato ha fatto segnare 5.200 cantieri aperti, a cui se ne sono aggiunti già altri 1.100 nel primo scorcio del 2022. «L’Abruzzo scontava un ritardo che ha recuperato», ricorda, «stiamo facendo tutto il possibile: con lo Stato, le Regioni e i Comune abbiamo di fronte un percorso ancora difficile, ma ben avviato». Il commissario sottolinea che le ricostruzioni post-sisma più veloci hanno richiesto 15 anni, come nel caso del Friuli, e annuncia ulteriori provvedimenti per sostenere sia la riparazione dei danni che il rilancio economico-sociale dei crateri 2009 e 2016. «Stiamo per varare incentivi alle imprese», spiega, «con un pacchetto di grande impatto».
CONFRONTO SUL TERRITORIO
Accolto in città dal sindaco Gianguido D’Alberto il commissario, dopo il convegno all’università, ha tenuto una serie di incontri tecnici dedicati sempre allo stato della ricostruzione. Legnini è stato a colloquio, in particolare, con la presidente Maria Ceci e i consiglieri di amministrazione dell’Ater. Il confronto è stato focalizzato sulle procedure per gli interventi di ripristino delle case popolari e da armonizzare con le opportunità offerte dal Superbonus al 110%.
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