Legnini spinge: «Subito nuove norme per accelerare»

10 Giugno 2020

TERAMO . «Il Centro Italia colpito dal sisma del 2016 affronta una doppia, gravissima emergenza. Abbiamo migliaia di opere pubbliche da realizzare, le procedure sono lentissime e lo stato di...

TERAMO . «Il Centro Italia colpito dal sisma del 2016 affronta una doppia, gravissima emergenza. Abbiamo migliaia di opere pubbliche da realizzare, le procedure sono lentissime e lo stato di attuazione è molto basso. Le norme per accelerare la ricostruzione pubblica sono urgentissime. Se non le facciamo ora, quando?». Lo ha detto ieri il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini, tornando a chiedere alla Camera, ascoltato in commissione Ambiente sul decreto Rilancio, nuove norme di semplificazione per le opere pubbliche. Su 2.613 interventi programmati di ricostruzione pubblica, dopo 4 anni dal sisma ne sono stati portati a compimento soltanto 28, come si evince dai dati pubblicati da Invitalia. Legnini ha nuovamente chiesto norme di applicazione generalizzata della procedura negoziata alle opere sotto soglia comunitaria e l'attribuzione di poteri speciali al commissario, delegabili ai presidenti di Regione e ai sindaci, «non generalizzati ma eccezionali, utili per sbloccare le opere incagliate e le procedure più complesse e critiche», ha evidenziato. Tra le misure sollecitate anche la stabilizzazione del personale occupato nella ricostruzione tra i Comuni e gli Uffici speciali, la proroga dei contratti in corso e nuove assunzioni di personale tecnico. Legnini ha anche evidenziato la necessità di «una norma di collegamento del Sismabonus e dell'Ecobonus con il contributo previsto per la ricostruzione privata nel cratere, oltre a un Sismabonus specifico per il cratere. Una misura articolata in questo senso», ha concluso Legnini, «sarebbe la più forte semplificazione possibile per la ricostruzione».