Lenti rubate alla Barberini, tutti assolti

Silvi: in tredici, tra cui sette dipendenti, erano finiti a processo per furto e ricettazione. Era stata l’azienda a denunciare
TERAMO. In tredici erano finiti a processo per furto e ricettazione. I primi sette con un’accusa molto pesante: essersi impossessati, nella loro veste di dipendenti dell’azienda Barberini, di lenti prodotte nello stabilimento di Silvi per poi rivenderle. E, all’epoca dei fatti risalenti al 2012, fu propria una denuncia partita dai vertici dell’azienda leader nella fabbricazione di lenti ottiche a far scattare l’indagine del sostituto procuratore Stefano GiovagnonI.
Ieri mattina i tredici imputati (finiti a processo con un decreto di citazione diretta a giudizio) sono stati assolti per non aver commesso il fatto. La sentenza pronunciata dal giudice onorario Belinda Pignotti (vpo d’udienza Monica Speca) è arrivata al termine di una lunga istruttoria dibattimentale nel corso della quale sono stati ascoltati decine di testi citati sia dalla pubblica accusa sia dalla difesa. Per la Procura gli imputati dipendenti della società «al fine di trarne profitto», si legge nel capo d’imputazione firmato dal pm Giovagnoni, «si impossessavano di lenti ed occhiali sottraendoli dal ciclo produttivo o dalle zone di stoccaggio della predetta società. Con l’aggravante del fatto commesso con destrezza e con abuso di prestazione di opera». Secondo l’accusa ipotizzata dal pm, ma non provata nel corso del dibattimento vista la sentenza di assoluzione, i dipendenti indagati avrebbero poi rivenduto il materiale agli altri sei nomi finiti nel procedimento penali e imputati di ricettazione. In un caso si parla di 142 paia di lenti in cristallo, mentre in un altro di 13.
Scrive a questo proposito il pubblico ministero nel capo d’imputazione relativo a coloro accusati di ricettazione: «Alfine di profitto, ricevevano o comunque acquistavano consapevoli dell’illecita provenienza, 142 paia di lenti in cristallo di vari marchi». La citazione diretta a giudizio era arrivata al termine di una lunga e complessa indagine delegata dalla Procura alle forze dell’ordine, ma evidentemente le accuse non sono state provate nel corso del dibattimento che si è svolto davanti al giudice.
Il collegio difensivo degli imputati era composto dagli avvocati Tommaso Navarra, Cristian Di Sabatino, Daniele Coppola e Mario Verzella.
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