Leonardo salva il punto nascita di Atri

Nato il 500° bambino in ostetricia, che così rientra nei parametri. La notte precedente occupazione simbolica del consiglio
ATRI. Forse sarà Leonardo a salvare il punto nascita del San Liberatore. Il reparto di ostetricia di Atri supera quota 500 parti annui, oltrepassando di fatti quei parametri che ne decretavano la prossima chiusura. Ieri mattina alle 11,30 è venuto alla luce il piccolo Leonardo. I suoi vagiti sono rimbalzati tra le mille polemiche politiche legate proprio alla prospettata soppressione di quel reparto.
Giorni fa il comitato regionale alla sanità ne ha di fatto previsto la soppressione per il mancato raggiungimento proprio della quota limite dei 500 parti annui. Ora sarà tutto da rivedere. Giovanni Sciarra, primario del reparto di ostetricia e ginecologia del San Liberatore, senza mezzi termini afferma: «è nato il cinquecentesimo bimbo senza complicazioni e siamo orgogliosi di constatare che, rispetto all’anno scorso, c’è stato un aumento di utenti che hanno creduto nella sanità atriana. Se, il motivo della chiusura del nostro reparto era il numero dei nati, da oggi i politici non hanno più nessun alibi. Io e la mia equipe siamo oramai stufi di essere additati dalla politica come coloro che fanno nascere bambini in un reparto senza sicurezza e, per questo da boicottare. Mi sento offeso, e così sono sicuro lo siano tutte le mamme che ci hanno manifestato gradimento per decine e decine di anni. Al nostro punto nascita non manca nulla rispetto agli altri ospedali abruzzesi. Esso deve essere migliorato e potenziato».
Nell’intera giornata di ieri all’ospedale di Atri sono susseguite tre nascite. I genitori di Leonardo risiedono a Notaresco – la mamma si chiama Molosiu Flutura – e come anche altri hanno preferito Atri nonostante fossero residenti in zone più vicine ad altri ospedali.
Ad opporsi al ridimensionamento del San Liberatore nella notte di venerdì scorso non sono mancate dimostrazioni da parte dei politici. Alla fine della giunta comunale tenutasi nel palazzo ducale, molti consiglieri del Pd capitanati dal consigliere regionale Luciano Monticelli, hanno simbolicamente incrociato le braccia in segno di occupazione dell’aula. A loro si sono uniti il primo cittadino Gabriele Astolfi ed altri assessori. Obiettivo: sensibilizzare le istituzioni a porre in essere azioni dirette a scongiurare la cancellazione del reparto nascita. Astolfi ha voluto mettere in evidenza che «se le decisioni regionali saranno ufficializzate faremo azioni eclatanti a difesa del nostro ospedale che ricordiamo è considerato da tutti un’eccellenza territoriale. Proprio oggi abbiamo superato i 500 parti. D’Alfonso deve tornare sui propri passi altrimenti farò ricorso al Tar chiedendo l’aiuto dei cittadini, associazione e partiti». Sulla questione si apprende che ben otto sindaci della costa e dell’entroterra (Pineto, Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Montefino e Arsita) in una lettera abbiano chiesto un incontro urgente con il governatore D’Alfonso. Intanto il comitato cittadino “Il San Liberatore non si tocca” che esprime circa 15mila componenti, sta programmando un’imminente manifestazione di solidarietà.
Domenico Forcella
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