Letta: brutto segnale. Liris: il Pd si vergogni

S’accende la polemica politica. Il vice presidente del Senato Gasparri: «Non c’è niente di scandaloso»
TERAMO. Il Pd alimenta il fronte delle polemiche sul cambio deciso dal governo Meloni alla guida della struttura commissariale per la ricostruzione post-sisma 2016 con la nomina del senatore di Fratelli d’Italia Guido Castelli al posto di Giovanni Legnini.
A difesa di Legnini è sceso in campo il segretario del Pd Enrico Letta che su Twitter ha scritto: «Che brutto segnale. Lo spoil system applicato dal Governo alla gestione del post #terremoto è una pessima scelta. Un grazie sincero a Giovanni #Legnini per la dedizione, l'efficienza e il piglio istituzionale con cui in tutti questi anni ha gestito una così delicata vicenda». Immediata la replica del centrodestra con Guido Quintino Liris, senatore di Fratelli d’Italia e assessore regionale, che scrive: «Enrico Letta, come segretario del Pd, si dovrebbe vergognare a parlare di terremoto e ricostruzione in una nazione governata per anni dal suo partito che vede ancora le vittime di quegli eventi impossibilitati a tornare a una vita normale. Soprattutto occorre ricordare che la nomina di Legnini a commissario del terremoto fu il premio di consolazione per la sonora sconfitta subita in Abruzzo alle ultime regionali che hanno decretato presidente Marco Marsilio». E in merito alle dichiarazioni di Letta il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri scrive: «Da un lato, Enrico Letta, dall'altro, ignoti personaggi locali abruzzesi del Pd si lamentano per alcuni cambi nell'ambito dell'amministrazione dello Stato. Per quanto riguarda Legnini che conosco, stimo e rispetto, non mi sembra scandaloso che il senatore Castelli prenda il suo posto per seguire una ricostruzione ben lontana dal suo epilogo. Legnini ha svolto molti incarichi ed è una persona apprezzata da tanti. Nessun giudizio sulla sua persona. Ma, invece, esprimo sconcerto per la strana concezione tardo-stalinista di Letta e del suo partito. Loro devono comandare sempre e comunque». Per il senatore e segretario regionale del Pd Michele Fina «la non riconferma di Giovanni Legnini alla guida della struttura commissariale per la ricostruzione post sisma è uno schiaffo alle popolazioni terremotate. Credo che l'operazione sia figlia di una politica scellerata e di basso livello che passa sopra le teste della gente. Il Governo ci spieghi il senso di questi avvicendamento. Legnini ha dimostrato di essere persona seria e capace». Sul caso interviene anche Daniela Torto, deputata abruzzese e capogruppo M5s in commissione bilancio: «La scelta del governo Meloni di rimuovere Legnini è incomprensibile. Meloni agisce ignorando completamente il territorio, le sue scelte seguono solo logiche di partito che nulla hanno a che vedere con le reali esigenze dei cittadini».

