Lettera ai sindaci per i 22mila edifici a rischio inagibilità

TERAMO. Accanto alla ricostruzione pubblica, che ora è rappresentata soprattutto dai cantieri dell'Ater e per la quale il 2022 dovrebbe rappresentare il vero anno di partenza, c'è la ricostruzione...
TERAMO. Accanto alla ricostruzione pubblica, che ora è rappresentata soprattutto dai cantieri dell'Ater e per la quale il 2022 dovrebbe rappresentare il vero anno di partenza, c'è la ricostruzione privata che nel 2021 ha fatto registrare una fortissima accelerazione, con un aumento esponenziale del numero di pratiche lavorate e dei decreti di contributo concessi. E questo grazie all'imponente opera di semplificazione burocratica del commissario straordinario Giovanni Legnini. Ma nonostante la semplificazione nel cratere sismico ci sono ancora 22mila edifici censiti come inagibili dopo i terremoti del 2016 e 2017, di cui 5.300 solo in Abruzzo, per i quali non è ancora stata presentata né la richiesta né la prenotazione del contributo e che, dunque, rischiano di non poter beneficiare dei fondi pubblici per la ricostruzione se entro il 15 dicembre i proprietari non avanzeranno almeno la manifestazione di volontà. Nei giorni scorsi il commissario Legnini ha scritto ai sindaci di oltre 500 Comuni delle quattro regioni del cratere sismico 2016 invitandoli a prendere ogni iniziativa possibile per raggiungere i proprietari delle case inagibili che non hanno ancora fatto passi concreti per la ricostruzione. (a.m.)

