«Lezioni ai migranti, meglio alle superiori»

12 Novembre 2015

Romanelli interviene sul caso della Noè Lucidi. Per “Prospettiva Comune” genitori intolleranti

TERAMO. La decisione di sospendere i corsi mattutini alla scuola Noè Lucidi finalizzati al permesso di soggiorno degli immigrati ha placato le preoccupazioni dei genitori, ma non ha permesso di archiviare le polemiche.

Dopo che il circolo del Pd ha stigmatizzato l’episodio come un caso di razzismo, una presa di posizione analoga arriva dalla lista “Prospettiva Comune” secondo cui i genitori hanno imputato agli immigrati colpe che non avevano, vistio che non c’è alcuna priva che stesero fumando spinelli davanti aal scuola Secono il gruppo l’atteggiamento dei genitori,pur mossi da una legittima preoccupazione, è stato «estremista e intransigente, perchè, cari genitori, il germe dell'intolleranza e della paura di chi è diverso avvelena il cuore di un bambino più di quanto pensiate. Proteggetelo da questo».

E c’è anche la polemica dell’assessore comunale all’istruzione Piero Romanelli che non ci sta a passare per colui che si è lavato le mani della vicenda. «Al contrario», dice l’assessore, «nessuno mi ha coinvolto, nè a livello di ufficio scolastico provinciale, né tramite i dirigenti scolastici». Romanelli spiega che il problema viene da lontano ed è riconducibile a un provvedimento della giunta D’Alfonso che ha accorpato il centro educativo per adulti a Montorio. Questo poiché anche questi centri istituti dal ministero per agevolare l’integrazione sono soggetti al dimensionamento scolastico. Secondo Romanelli la scelta di attribuire la dirigenza a Montorio sarebbe stata scellerata. «Logica avrebbe voluto che fosse il Comune di Montorio a provvedere ai corsi e alle strutture per ospitare gli immigrati», dice Romanelli, «si capisce bene quanto poteva essere scomodo per i migranti spostarsi nel comune limitrofo per seguire i corsi. Da qui la disponibilità di lasciare comunque i corsi nel capoluogo per responsabilità nonostante lo scippo della dirigenza».

Resta il fatto che i corsi in un primo momento si sarebbero dovuti tenere alla Zippilli, ma dato che per problemi di organico era più difficile vigilare sui ragazzi, peraltro più vicini di età agli studenti delle medie, si è deciso di spostarli alla Noè Lucidi. Qui, secondo Romanelli, c’erano più bidelli e proprio la differenza di età tra gli alunni delle elementari e i ragazzi del centro educativo era una barriera di separazione naturale tra le diverse compagini. «Resta il fatto che sulla decisione di trasferirli alla Noè Lucidi non sono stato coinvolto» spiega Romanelli che individua come soluzione l’ipotesi di ospitarli in una scuola superiore. «Questi ragazzi vanno accolti nel modo migliore e la loro integrazione dà il segno della valenza sociale di questa città», conclude l’assessore, «i bimbi della Noè Lucidi, della Zippilli e i migranti vanno difesi allo stesso modo. Logica vorrebbe solo che la Provincia individui una soluzione con i plessi di sua competenza».

Marianna De Troia

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