Licenziamenti al Cirsu, la politica si divide

1 Ottobre 2017

Arboretti attacca la maggioranza dopo la bocciatura del documento a sostegno dei lavoratori 

GIULIANOVA. «Prima fanno fallire il Cirsu e poi non difendono nemmeno i lavoratori». Il Cittadino governante alimenta la polemica all’indomani del licenziamento dei 29 ex dipendenti del consorzio dei rifiuti, una polemica iniziata già nel consiglio comunale di venerdì sera con la mancata approvazione dell’ordine del giorno presentata da Franco Arboretti per impegnare il Comune a salvaguardare i posti di lavoro. Il cittadino Governante stigmatizza il fatto che la maggioranza – ad eccezione di Carlo Mustone – ha respinto il documento perché non è stata eliminata dal testo la frase «per evitare il fallimento ben poco hanno fatto le amministrazioni comunali coinvolte». Una motivazione che, secondo il movimento politico, «ha dell’incredibile», perché il Cirsu era un consorzio formato dai Comuni di Giulianova, Roseto, Mosciano, Bellante, Notaresco e Morro d’Oro. Un consorzio fallito «dopo una lunga agonia», continua la nota, «pur operando in un settore che non conosce crisi perché, ovviamente, i rifiuti vengono prodotti ogni giorno. Alla luce di questi fatti chiediamo: di chi è la responsabilità del fallimento? Come fanno a non avere responsabilità le amministrazioni comunali (ognuna per quota parte) che oltretutto sedevano anche all’interno delle assemblee di Cirsu?». Secondo il gruppo politico di opposizione i lavoratori del Cirsu hanno subìto, oltre al danno del licenziamento, anche una beffa, perché «l’amministrazione e la maggioranza, dopo aver contribuito a far fallire il Cirsu, hanno anche respinto l’ordine del giorno del Cittadino Governante che così recitava: “Il consiglio comunale impegna la giunta ad esperire ogni tentativo per salvaguardare i posti di lavoro di tutte le maestranze”».
E intanto scoppia una nuova grana sul polo tecnologico di Grasciano, gli impianti dell’ex Cirsu poi passati al consorzio Csa, in attesa che subentri il nuovo gestore. Il Csa ha fatto sapere di avere interrotto il servizio di vigilanza degli impianti, decisione che ha suscitato un’immediata reazione da parte di Diego Di Bonaventura, sindaco di Notaresco, nel cui territorio ricade la frazione di Grasciano. Di Bonaventura ha diffidato il Csa a ripristinare il servizio di vigilanza «a tutela della salute e della sicurezza pubblica», chiedendo inoltre alla curatela fallimentare, al giudice delegato e a tutti gli enti interessati «di sciogliere ogni dubbio in merito al legittimo detentore del Polo». (red.te.)
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