Licenziamenti, ancora una settimana di attesa

6 Maggio 2015

GIULIANOVA. Saranno appesi ancora al filo per una settimana i 40 lavoratori della Piccola Opera Charitas a rischio licenziamento dopo l’incontro in Regione, tenutosi ieri mattina, tra Carmine...

GIULIANOVA. Saranno appesi ancora al filo per una settimana i 40 lavoratori della Piccola Opera Charitas a rischio licenziamento dopo l’incontro in Regione, tenutosi ieri mattina, tra Carmine Ranieri, Alberico Maccioni e Giuseppe De Angelis, rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil con Tobia Monaco e Francesco Menna, dirigente e componente della segreteria alla programmazione sanitaria, e Giuseppe Sciullo, dirigente del servizio politiche per il lavoro. L’incontro è il secondo in 15 giorni, ma finora non c’è stata ancora una svolta definitiva nella vicenda. La Poc infatti, sostiene di non poter più reggere economicamente il peso di questi 40 esuberi mentre i sindacati contestano le modalità, non ben specificate dalla Poc, con la quale sono stati scelti questi 40 lavoratori da licenziare.

«La Regione», ha spiegato Ranieri, «ha approvato integralmente il programma di riconversione, che prevede anche un diverso standard nel personale, della Piccola opera. Tuttavia il decreto diventerà attivo solo il prossimo anno e dunque non sappiamo ancora se questo personale può essere riabilitato attraverso corsi regionali. In questi giorni, la Regione e la Asl provvederanno a verificare la posizione lavorativa di queste persone all’interno della Piccola opera». L’appuntamento, dunque, è per la prossima settimana (data ancora da destinarsi). Nell’incontro di ieri però, i dirigenti della Poc si sono detti propensi alla discussione e favorevoli all’idea di trovare soluzioni che possano salvare il destino di queste 40 famiglie, pur ribadendo la difficoltà economica in cui si trova la struttura. Sotto il palazzo della Regione, ieri, c’era anche una piccola rappresentanza del personale che rischia il licenziamento, in attesa di buone notizie. Per ora, però, li attende un’altra settimana di limbo e di speranza, anche se le procedure per il loro licenziamento non sono stati sospese, ma solo prorogate per un’altra settimana. Se dovessero essere confermati, invece, scatterebbe il mese di preavviso. (m.t.)

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