Licenziata, riassunta dal giudice e cacciata di nuovo dopo 4 mesi

La Flai Cgil all’attacco: «La Sapori Veri l’accusava di truccarsi troppo, è stata solo una ritorsione» La replica dell’impresa di Campitelli: «Tutto falso, sempre stati corretti con i nostri dipendenti»
NOTARESCO. Licenziata dalla Sapori Veri srl, è stata reintegrata dal tribunale del lavoro di Teramo e nuovamente licenziata dopo appena quattro mesi dal ritorno in fabbrica. La vicenda suscita l’indignazione del sindacato Flai Cgil, che in una nota firmata da Cristiana Bianucci parla apertamente di «ritorsione», e la reazione altrettanto indignata dell’azienda con sede a Notaresco guidata dall’ex patron del Teramo calcio Luciano Campitelli.
L’ATTACCO
La Flai Cgil ricostruisce così la vicenda: «La signora E.L., dipendente da circa 20 anni dall’azienda dolciaria Sapori Veri, era stata licenziata nell’ottobre 2021 con l’accusa di aver simulato una malattia, comportamento ritenuto meritevole di licenziamento in quanto aggravato da presunti comportamenti pregressi della dipendente, che si sarebbe recata più volte al lavoro con “trucco eccessivo” rispetto ai regolamenti dell’azienda. La lavoratrice, rappresentata dagli avvocati Antonella Scipioni e Roberto Conte, aveva fatto ricorso al giudice del lavoro che aveva annullato il licenziamento per assoluta insussistenza dei fatti contestati in data 9 marzo 2023. La lavoratrice veniva riammessa al lavoro solo a decorrere dal 20 marzo e non appena ripreso il servizio veniva subito presa di mira dal datore di lavoro che tentava di farle sottoscrivere un contratto contenente una significativa riduzione dello stipendio e la previsione delle cosiddette “clausole elastiche”, che non possono essere applicate se non con il pieno e libero consenso del lavoratore. Tale tentativo non è andato a buon fine solo grazie all’intervento degli avvocati. Non appena reintegrata per ordine del giudice, la lavoratrice è stata destinata alla costruzione degli imballaggi mentre prima era adibita al reparto produzione dei dolci, adibita a turni di lavoro diversi e dislocata a compiere le proprie mansioni in pressoché totale solitudine. Inoltre la stessa è stata quasi giornalmente oggetto di ispezioni mirate. A tali ispezioni hanno fatto seguito ripetute contestazioni disciplinari per “trucco eccessivo”, nonostante la lavoratrice, avvisata dai propri legali, sia stata molto attenta a non indossare alcuna forma di trucco. Alle contestazioni sono seguite la sospensione e successivamente un nuovo licenziamento. La signora L. anche questa volta tutelerà i propri diritti nelle sedi giudiziali ma ciò che appare raccapricciante è che in una società che ha l’ambizione di chiamarsi moderna possano sopravvivere certe realtà in cui i rapporti tra “padrone” e lavoratore evocano tratti medievali. Alla lavoratrice va la solidarietà e il sostegno di tutti i lavoratori della Flai e della Cgil. Ai lavoratori di Sapori Veri, l’esortazione a non lasciar prevalere il timore e a rivolgersi con fiducia al sindacato affinché non prevalga la logica del bastonarne uno per educarne cento!».
LA DIFESA
La Sapori Veri in una nota scrive di essere costretta a «smentire e correggere le numerose falsità e inesattezze» della Flai Cgil, «non senza prima ricordare come l’azienda faccia, del rapporto lavorativo con gli oltre 150 dipendenti, incentrato sulla correttezza e il rispetto reciproco, un proprio vanto. Dimostrazione ne viene data dal fatto oggettivo che, in oltre 30 anni di attività, i contenziosi con i lavoratori si possono contare sulle dita di una mano». Sui motivi del licenziamento: «Come tutte le aziende che lavorano nel settore alimentare, anche la Sapori Veri ha adottato stringenti misure in materia di igiene e sicurezza alimentare e di rispetto degli standard di certificazione implementati e ottenuti, volte a tutelare il proprio prodotto da possibili contaminazioni esterne di ogni genere. Tutti i dipendenti, quindi, sono soggetti a controlli sia interni da parte dei responsabili, sia da parte di enti terzi ed esterni. Pertanto, la censura di specifici comportamenti adottati in spregio alla sopra citata normativa è rivolta non a un singolo dipendente, ma a tutti i lavoratori che violino tali regole». L’azienda poi smentisce che la lavoratrice «abbia avuto una decurtazione dello stipendio, un mutamento della mansione o di turno di lavoro o che abbia svolto il proprio lavoro in solitudine, circostanza questa impossibile. L’insinuazione del sindacato sul maldestro tentativo datoriale di far sottoscrivere alla lavoratrice un nuovo contratto di lavoro (in realtà contenente le stesse condizioni contrattuali) non è altro che l’adeguamento della Sapori Veri agli obblighi di informazione e trasparenza previsti dalla legge, rivolto a tutti i dipendenti. La Flai Cgil ha reso dichiarazioni mezzo stampa lesive non solo della società Sapori veri ma di tutti i lavoratori che accoglie». La società conclude scrivendo che «non tollererà più accuse false e infondate, o anche qualsiasi insinuazione, di condotte ritorsive e lesive dei diritti dei propri dipendenti» e che «si riserverà tutte le iniziative, anche giudiziarie, volte alla tutela della propria immagine».(d.v.)
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