Licenziati quattro addetti alle pulizie dell’ospedale
Sant’Omero, il gruppo La Cascina riprende la gestione diretta del servizio e li lascia a casa. Benintendi (Cisl): «Violate le norme sugli appalti»
SANT’OMERO. Quattro licenziamenti a ciel sereno. Quattro dei 24 addetti alle pulizie dell’ospedale di Sant’Omero sono stati licenziati. A segnalare quella che viene definita «l’ennesima beffa su un appalto» è Fabio Benintendi, segretario della Fisascat Cisl. «Il 1° marzo all’ospedale di Sant’Omero il gruppo La Cascina ha ripreso la gestione diretta del servizio di pulizia», spiega il sindacalista, «dopo aver fatto svolgere lo stesso per più di tre anni in subappalto ad un’altra ditta che, nel frattempo, per una serie di questioni organizzative ha deciso di lasciare. Nel 2011 ci fu un regolare cambio di appalto e la Cascina subentrò nel servizio con le modalità previste dal contratto nazionale di lavoro multiservizi, cioè riprendendo tutto il personale impiegato alle stesse condizioni, e dopo alcuni mesi decise di affidare in subappalto la gestione del servizio. Qualche giorno fa, nonostante non si trattasse chiaramente di un cambio d'appalto, ma semplicemente di un“risubentro“ in un appalto (circostanza questa confermata dagli stessi rappresentanti Ausl presenti agli incontri svoltisi in Provincia e prefettura) l’azienda ha deciso di lasciare a casa quattro persone adducendo come giustificazione un presunto esubero di ore di cui nessuno fino ad oggi, Ausl compresa, si sarebbe accorto».
Benintendi ritiene l'accaduto preoccupante e grave «perché rischia di compromettere la validità di alcune regole contrattuali e sociali alla base dei cambi d’appalto e questo non può essere consentito a nessuno. A sei mesi dalla fine della gestione di un servizio non si possono lasciare a casa lavoratori, part time, da anni impegnati in una attività come niente fosse». Nei prossimi giorni, oltre ad impugnare i licenziamenti, la Fisascat Cisl chiederà alla Asl di analizzare attentamente quanto accaduto e di monitorare costantemente le modalità con cui si continuerà a gestire il servizio sul presidio ospedaliero di Sant’Omero «visto che questi licenziamenti comporteranno inevitabilmente anche una drastica riduzione di ore e non si capisce come si potranno garantire gli standard di pulizia precedenti». Il sindacalista conclude: «Siamo di fronte all'ennesimo, sconcertante episodio legato alla gestione di un appalto da cui ad uscirne con le ossa rotte sono sempre i soggetti più deboli; occorre un'immediata inversione di rotta e sarà nostra cura nei prossimi giorni coinvolgere tutte le autorità competenti perché si possa porre fine a quello che ormai assume sempre più i connotati di un “massacro sociale”».
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