Liceo classico, i genitori vogliono spostare la scuola

Stasera riunione indetta dal comitato che chiede di non rientrare nell’edificio prima di verifiche approfondite e di fare lezione in altri locali sicuri
TERAMO. Che fare del liceo di piazza Dante? Un interrogativo su cui discuteranno i genitori questa sera alle 21 all’hotel Abruzzi in una riunione convocata dal comitato genitori Melchiorre Delfico. L’assemblea è rivolta soprattutto ai genitori, che devono prendere «importanti decisioni in merito alla riapertura della scuola». Sono tanti i dubbi nutriti dal comitato che sostanzialmente fa una serie di proposte.
Innanzitutto «la non riapertura della struttura fino a quando non vi saranno i definitivi risultati delle verifiche divulnerabilità di terzo livello finanziate dalla Regione (tempi previsti dal presidente della Regione circa un mese)». Il comitato chiede però che «nel frattempo sia garantita la continuità didattica, innanzitutto alle quinte classi, in strutture idonee, pubbliche o private, reperibili sul territorio comunale (Geometri, Parco della scienza, Università, ecc.) o della costa anche con più turni». E intanto «fino all'adeguamento della struttura o al suo cambio di destinazione (come sarebbe ampiamente auspicabile), sia richiesta l'installazione di uno o più Musp anche per questa struttura già, peraltro, parzialmente inagibile».
Il comitato ritiene l’edificio non più adatto a «ospitare un cospicuo numero di scuole di diverso tipo, dall'infanzia ai licei. Questo anche a causa della totale incuria e mancanza di manutenzione (dal 2009 ad oggi il terzo piano e inagibile)». I genitori fanno notare che «si continua a fare affidamento sulle verifiche speditive della Protezione civile che non hanno lo scopo di valutare l'agibilità scolastica (cioè la capacita di quella struttura di continuare ad ospitare una scuola),quando poi si afferma nei fatti che quella stessa struttura, per essere non adeguata ma semplicemente migliorata sismicamente, ha bisogno di una cifra che si aggira intorno ai 4 milioni di euro (1 milione e 160mila circa sono già stati appaltati per il rifacimento del tetto ed il presidente della Provincia ne ha chiesti altri 2 e mezzo alla Regione dopo le prime recenti scosse)».
Il comitato cita poi una serie di vulnerabilità, fra cui vie di fuga inesistenti, mancanza di formazione degli occupanti a gestire l’emergenza, il cortile di raccolta con un cancello elettronico che resta sempre chiuso, lo spazio innanzi alla scuola su piazza Dante sistematicamente occupato da auto che impediscono il deflusso. Inoltre ci sono gli studenti del convitto che rimangono 24 ore su 24 nella struttura e «data la situazione di panico generalizzato, genitori e studenti sono terrorizzati nel sapere di dover tornare all’interno dell’edificio».

