Liceo Saffo, Provincia a caccia di aule per la riapertura

Per adesso la ripresa delle lezioni è un punto interrogativo E resta da risolvere l’annoso problema della sede unica
ROSETO . Dopo il no della congregazione Sacra Famiglia di Nazareth alla proposta della Provincia di Teramo di acquisire i locali del centro Piamarta, per il liceo Saffo si dovrà studiare un’alternativa con l’obiettivo di risolvere l’annoso problema delle aule sparse in cinque edifici, e il conseguente pagamento degli affitti da parte della Provincia. Per il momento però la Provincia deve pensare a risolvere l’emergenza della ripresa della scuola a settembre, perché sono necessarie ulteriori aule al Saffo per riprendere in sicurezza le lezioni. «È un problema di tutta le scuole del territorio provinciale», precisa il vicepresidente della Provincia e consigliere comunale di Roseto Alessandro Recchiuti, «ma è chiaro che a Roseto il Saffo è quello che ha più necessità avendo 1.200 studenti e poche aule a disposizione. Ora dunque pensiamo a risolvere questa problematica nel più breve tempo possibile, e poi ovviamente torneremo a pensare a una soluzione per il liceo Saffo in un unico edificio che possa contenere tutte le aule». Alcuni mesi fa la Provincia ha provato a fare un offerta alla congregazione Sacra Famiglia di Nazareth, proprietaria dei due edifici all’interno del centro Piamarta, per acquisirli entrambi: la congregazione avrebbe anche potuto accettare se avesse avuto la possibilità di costruire un oratorio vicino alla chiesa del Sacro Cuore, ma essendo questa opzione molto difficile, se non impossibile, ha dovuto dire no all’offerta della Provincia. Da tempo si parla di un nuovo edificio per il liceo Saffo, ma in tutti questi anni non si è riusciti a trovare una soluzione: le classi del Saffo, il secondo in provincia per numero di iscritti, ben 1.200, sono dislocate da anni in cinque edifici diversi con disagi per studenti e professori, e la Provincia è costretta a pagare un affitto annuale molto oneroso, pari a circa 100mila euro. Sono uscite fuori anche diverse idee, ad esempio l’area Castelli vicino alla scuola Schiazza o l’ex fornace Catarra, due aree che però la Provincia dovrebbe acquistare per poi costruire gli edifici necessari, ma sarebbe un esborso eccessivo. Un’ipotesi lanciata dall’associazione Cerchi Concentrici Promotor è quella di creare un unico campus scolastico a Voltarrosto, dove c’è l’istituto Moretti: lì infatti c’è un terreno già di proprietà della Provincia, ma si dovrebbe valutare la spesa complessiva per la realizzazione del campus.
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