Lido delle Palme, ora è scontro: «Così è un quartiere dormitorio»

L’opposizione presenta 18 osservazioni «per migliorare qualità e vivibilità del futuro insediamento» Cittadino Governante: così com’è stata approvata dalla maggioranza, sarà un’area viva solo d’estate
GIULIANOVA. Dopo la bocciatura nello scorso maggio di 16 dei 17 emendamenti presentati sulla variante al Prg vigente riguardante il Lido delle Palme, un comparto di 90mila metri quadrati che va dalla ferrovia al mare in corrispondenza del lungomare nord, il gruppo di opposizione Il Cittadino Governante non si arrende e presenta 18 osservazioni. «Lo abbiamo fatto», sostiene il consigliere e capogruppo del Cittadino Governante, Franco Arboretti, «per migliorare l’insediamento urbano in quella vasta area a nord del Lido, al fine di tutelare accanto agli interessi privati anche gli interessi generali, i beni comuni e la vivibilità cittadina. Ricordo che nel consiglio di maggio, quando è stata adottata la variante, il sindaco Jwan Costantini, che è titolare della delega all’urbanistica, non è riuscito né a relazionare né a intervenire nel dibattito in aula, e lo stesso comportamento è stato tenuto da parte dei consiglieri di maggioranza. La relazione e le risposte agli emendamenti sono state affidate, per l’ennesima volta, al tecnico dell’ufficio urbanistico, cosa probabilmente unica in Italia».
Con la variante proposta e adottata dall’amministrazione Costantini, secondo il Cittadino Governante, la città perderebbe le zone verdi previste e uno spazio consistente per i parcheggi pubblici, e non ci sarebbe alcun servizio per la cultura e il sociale. «Con la variante», si legge nella nota, «c’è una forte diminuzione del verde pubblico per un totale di 6mila metri quadrati in meno, e una sua collocazione per buona parte verso la ferrovia, con una quasi totale scomparsa a est di viale Orsini. I parcheggi pubblici passano da 12.500 a 9.500 metri quadrati, e sul lungomare è scomparso il previsto ampliamento delle pinete a vantaggio di edifici alti 21 metri e mezzo. Ci sarà inoltre un notevole ampliamento della viabilità, che passa da 3.770 a 15.546 metri quadrati». Verrebbe fuori un consistente insediamento urbano di 38 edifici con diverse strade, che secondo la Soprintendenza comprometterebbe la visibilità della collina dal mare. «È prevista anche una piazza, anche questa a ovest di viale Orsini, sulla quale non si apre nessun servizio», continua la nota, «e persino la nostra proposta di una sala pubblica polivalente è stata bocciata. Tutto ciò prefigura una sorta di quartiere dormitorio, di scarsa qualità sotto il profilo della vivibilità, che vivrà solamente in estate».
Il Cittadino Governante, infine, ricorda in sintesi l’iter urbanistico del lido Delle Palme, di cui si parla da circa 30 anni. «Il piano regolatore del ’94 adottato dalla maggioranza di sinistra rendeva edificabile quell’ambito», prosegue la nota di Franco Arboretti, «e dal ’98, con la conclusione dell’iter urbanistico, si sarebbe potuto tranquillamente edificare. Il Lido delle Palme e i comparti vicini sono sbloccati ed edificabili da 26 anni, dunque bastava seguire le direttive del piano regolatore generale e si sarebbe potuto costruire e con grande qualità urbana. Era previsto un mix di destinazioni d’uso, il 50 per cento per ricettività turistico-alberghiera e commercio, il 40 per cento per la residenza e il 10 per cento per impianti sportivi, accanto a opere di urbanizzazione come il prolungamento di viale Orsini, strade con piste ciclabili, parcheggi pubblici, verde urbano (parchi e pineta) anche a est di Viale Orsini, verde attrezzato con impianti sportivi pubblici, con la finalità di non farne un quartiere dormitorio, bensì di grande qualità e vivibilità». Sulla causa del lungo stallo, Arboretti sostiene che «la rendita fondiaria ha chiesto di modificare le norme urbanistiche comunali anche nelle sue parti prescrittive e le amministrazioni, sia quelle precedenti che quella attuale, assecondandola, hanno fatto perdere tantissimo tempo».
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