Linea Retta: «L’aumento vero della tassa è dell’8,5 per cento»

3 Maggio 2016

«Per la lista Mastromauro e per il Pd i meno abbienti devono pagare anche per i ricchi. Non è crisi della maggioranza consiliare, è crisi dei valori democratici e popolari». Le dure parole sono del...

«Per la lista Mastromauro e per il Pd i meno abbienti devono pagare anche per i ricchi. Non è crisi della maggioranza consiliare, è crisi dei valori democratici e popolari». Le dure parole sono del gruppo Linea Retta, rappresentato in consiglio comunale da Fabrizio Retko e Alberto Di Giulio, a pochi giorni di distanza dalla seduta del consiglio in cui è stato approvato il regolamento Tari (passato anche senza l’approvazione di Civicamente, gruppo di maggioranza). Per Linea Retta l’aumento della tassa sui rifiuti rispetto allo scorso anno è dell’8,5%, mentre i costi sono aumentati di 156.517 euro, avvicinandosi al costo annuo di quasi 5,8 milioni di euro.

«Una volta c’era il partito che si faceva chiamare democratico», ironizzano i consiglieri, «oggi, invece, lo stesso partito affama il popolo; venerdì lo hanno confermato i consiglieri Gabriele Filipponi e Lorenzo Di Teodoro, i quali dapprima hanno firmato l’emendamento di Civicamente e poi lo hanno bocciano, che non hanno voluto concedere 14mila euro di sgravi alle fasce più deboli, peraltro su una spesa per la tassa-immondizia che sfiora i 6 milioni di euro l’anno. E’ possibile prevedere ulteriori costi superiori ai 200mila euro che faranno aumentare la Tari».

Inoltre, secondo il gruppo politico di opposizione, «dal famigerato piano finanziario, bocciato da parte della maggioranza, emerge una diminuzione delle agevolazioni a favore di alcune categorie di cittadini per un importo di 330mila euro e un aumento dei costi generali per 30mila euro». (m.t.)