Lite tra fratelli per il diserbante sulle galline

27 Aprile 2023

Un 68enne rinviato a giudizio per atti persecutori nei confronti del congiunto dopo diverbi sull’eredità

TERAMO. Le beghe tra familiari (atti persecutori per il codice penale) ormai da anni riempiono le statistiche di forze dell’ordine e tribunali. Ascensori bloccati per dispetto, acqua giù dai balconi, volume del televisore altissimo nel cuore della notte, immondizia lasciata per le scale: nei fascicoli delle Procure c’è di tutto e spesso anche di più.
Ma questo forse mancava: diserbante spruzzato sul terreno anche per avvelenare le galline del pollaio del fratello. Perché nell’elenco delle accuse messe nere su bianco da due anziani fratelli finiti l’un contro l’altro per una questione di eredità, c’è proprio quella del lancio del diserbante.
Un uomo di 70 anni accusa il fratello di 65 di averlo perseguitato per questioni legati all’eredità di un terreno e per questo di essere stato bersaglio di dispetti vari tra cui rifiuti buttati nel suo cortile, scampanellate notturno e il lancio di diserbante sulle piante che avrebbe avvelenato anche alcune galline del pollaio.
Accusa sempre respinta dal fratello ma da cui l’uomo si dovrà difendere nel corso di un processo visto che è stato rinviato a giudizio per atti persecutori.
Gli atti raccontano che tra i due da tempo non corre buon sangue e in più occasioni ci sono state denunce e contro denunce sempre per questioni legate al rapporto di vicinanza. Un rapporto che negli anni è diventato sempre più difficile ed è sfociato in varie denunce per stalking.
Va detto che gli atti persecutori tra familiari rappresentano nelle statistiche nazionali il 30 per cento dei casi di stalking che approda in tribunale e che spesso si conclude con condanne.(d.p.)
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