Lo Snals: per la scuola aumenti irrisori
Il sindacato autonomo annuncia battaglia: «Con il nuovo contratto condizioni peggiori per tutti»
TERAMO. Si è tenuta ieri mattina, nell'auditorium dell'Iti Alessandrini, la prima di una serie di assemblee del sindacato Snals. Davanti ad una nutrita platea di docenti e personale Ata, il segretario regionale Carlo Frascari ha reso noti i motivi della mancata firma del contratto di lavoro per il comparto scuola, illustrandone le caratteristiche.
Il sindacato autonomo, che ha scelto di non siglare l'intesa stipulata a metà febbraio, punta il dito contro le aspettative disattese di un'intera categoria, a cominciare dagli aumenti salariali giudicati irrisori dopo quasi dieci anni di blocco contrattuale. «Noi riteniamo che il contratto di lavoro non abbia dato un riconoscimento economico adeguato a una categoria che da anni sta subendo delle “invasioni” legislative», ha detto Frascari, «per quanto riguarda l'aumento contrattuale, si parla di 50 euro medi netti, reali, ma alcuni ne prenderanno 40 in realtà. E una parte di questi potrebbe non essere conservata dal 1° gennaio 2019. In mancanza di ulteriori risorse (è da vedere se arriveranno o se il contratto rimarrà bloccato) alcune categorie di personale torneranno indietro sulle cifre percepite di 10, 15 o 20 euro al mese. Questo non si è mai verificato nel mondo della scuola o in quello del pubblico impiego». Oltre alle risorse largamente insufficienti, il sindacato ritiene che sia stato peggiorato il quadro complessivo delle relazioni sindacali, segnalando per esempio che i criteri delle assegnazioni ai plessi per tutto il personale scolastico, docente e non, non possa essere solo oggetto di confronto ma debba essere sottoposto a contrattazione. «Altra questione importante è il blocco della mobilità», aggiunge Frascari, «una volta scelta una sede, bisogna rimanervi per tre anni, anche se magari è ancora lontano da casa. Non si può aspirare a riavvicinarsi prima, lasciando così i docenti in una situazione molto difficile».
Sul banco d'accusa c'è anche l'introduzione di misure per disincentivare le assenze del personale, anche in presenza di motivazioni adeguate. Per quanto riguarda nello specifico il personale Ata, viene sottolineata la mancata regolamentazione della sostituzione dei direttori dei servizi generali ed amministrativi, il carico eccessivo gravante sulle segreterie e la mancata soluzione delle supplenze per gli assistenti amministrati e tecnici. Dopo aver risposto alle domande dei numerosi presenti, Frascari, affiancato dal segretario provinciale Domenico Di Donato, ha ribadito «che il sindacatocontinuerà la propria battaglia per portare avanti le esigenze della categoria, proseguendo nel frattempo le attività di informazione mediante le assemblee promosse dalla segreteria regionale in tutto l'Abruzzo per tutto il mese di marzo».
Chiara Di Giovannantonio
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