Lo Zooprofilattico taglia del 13 per cento le figure dirigenziali

Approvato dal cda il piano di riorganizzazione aziendale Ora si punta a trattenere i lavoratori a tempo determinato
TERAMO. L'istituto zooprofilattico di Teramo si dota di una nuova pianta organica che consegna una riduzione delle figure dirigenziali del 13%. Il nuovo assetto è stato delineato in seguito al piano di riorganizzazione aziendale approvato nel corso dell'ultimo consiglio di amministrazione e durante il quale sono stati approvati anche i bilanci consuntivi che vanno dal 2013 al 2015, il piano di investimenti triennale, e il bilancio preventivo pluriennale. «Finalmente abbiamo i conti in ordine e l'istituto può guardare serenamente al futuro», ha detto il presidente del consiglio di amministrazione Manola Di Pasquale, che in relazione alla pianta organica ha precisato che il nuovo organigramma è al vaglio dei sindacati che dovranno ora condividerne i passaggi. Concluso questo passaggio, verrà approvato il piano definitivo.
«Nella nuova organizzazione», ha detto la Di Pasquale, «vengono rafforzate, anche attraverso l'assunzione di nuovo personale di alta professionalità, alcune aree strategiche quali sicurezza ambientale e alimentare, la sanità animale, e il controllo degli ecosistemi acquatici». Su quest'ultimo punto Di Pasquale ha evidenziato che è intenzione dell'Izs concentrare maggiori sforzi in futuro sul monitoraggio delle acque. È per questo che il piano di riorganizzazione prevede due nuove strutture semplici dedicate rispettivamente al monitoraggio delle acque interne, cioè delle acque dolci, e a quello dell'ecosistema marino e delle acque salate. «E' previsto inoltre il potenziamento strutturale e funzionale delle sezioni diagnostiche provinciali», ha aggiunto Di Pasquale, «ma vengono anche rivisitati in modo capillare e scientifico compiti, attività e personale delle diverse strutture puntando al massimo efficientamento e riduzione dei costi».
E circa le nuove assunzioni ha tenuto a puntualizzare che è volontà della governance procedere con la stabilizzazione delle figure attualmente inquadrate con contratti a tempo determinato o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa. «Purtroppo si tratta di figure ancorate a progetti di ricerca e quindi con contratti a termine», ha detto Di Pasquale, «ma sono professionalità che l'istituto non vuole perdere. Abbiamo intavolato una discussione con il ministero della Salute per individuare soluzioni percorribili e trattenere i lavoratori con conoscenze importanti per il nostro istituto».
Marianna De Troia
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