Lo Zooprofilattico taglia del 15 per cento le figure dirigenziali

22 Luglio 2016

Svelata la riorganizzazione interna decisa dai nuovi vertici Via le funzioni di staff, nasce il Consiglio di direzione

TERAMO. Meno dirigenti, stop alle duplicazioni organizzative e maggiore efficienza operativa. Sono gli obiettivi della riorganizzazione interna contenuti in un nuovo regolamento approvato dal cda dell'istituto zooprofilattico Caporale, che complessivamente ha apportato una riduzione del 15% delle posizioni dirigenziali tra strutture semplici, complesse e alte specializzazioni. A illustrare i contenuti del documento, elaborato d'intesa con il direttore generale Mauro Mattioli, è il presidente Manola Di Pasquale, che ritiene come la nuova organizzazione serva a snellire le funzioni ma anche a valorizzare le eccellenze scientifiche. «E' stato un atto dovuto e consequenziale alla legge di riordino», spiega Di Pasquale, «ma risponde anche alla volontà di sfruttare al meglio le potenzialità dell'istituto e in questa direzione andranno i bandi di concorso che emaneremo presto per il personale».

Il riferimento è al ruolo di primo piano che l'istituto punta ad assumere in tema di controllo delle acque e prevenzione dei focolai di inquinamento, dove spesso c'è una duplicazione di funzioni che si sovrappongono con l'Arta e la Asl, ma anche alla più stretta collaborazione con gli acquedotti. Inoltre è in fase di sviluppo un progetto di monitoraggio della selvaggina che prenderà forma in un protocollo specifico che verrà siglato con il Parco nazionale del Gran Sasso. La stesura del regolamento di riorganizzazione interna, come confermato dal presidente Di Pasquale, è funzionale anche alla rielaborazione della pianta organica a alla rotazione del personale per evitare incrostazioni ai vertici delle strutture. «Questo servirà anche ad abbassare il livello di litigiosità interna, che in passato non ha fatto bene all'istituto a partire dai rapporti tra le funzioni di governance», dice Di Pasquale, «che invece ora lavorano in piena sintonia e concordanza di intenti».

Il quadro organizzativo è stato rivisitato sia in chiave strettamente numerica, che in relazione al contenimento dei costi attuali e futuri. E così sono state eliminate le funzioni di staff alla direzione mentre nasce una struttura consultiva nuova, il Consiglio di direzione, composto dai responsabili dei laboratori e dei centri specialistici, che supporterà la direzione nella definizione del piano delle performance, degli obiettivi e nell'attribuzione del budget alle diverse linee di servizio e ricerca. Il piano prevede inoltre la riduzione di una unità complessa in ambito tecnico-scientifico e l'abolizione dell'unica struttura complessa di ambito amministrativo. A fronte di questi interventi si è proceduto con un aumento contenuto delle strutture semplici, compensato dalla riduzione degli incarichi ad alta specializzazione.

Per il presidente una tappa importante del nuovo corso dell'istituto Caporale è stata anche l'approvazione del bilancio 2013 da parte dell'ultimo consiglio di amministrazione. Importante perché mette fine a un'epoca di tensioni tra la governance e il collegio dei revisori che di fatto ingessavano attività importanti per l'istituto e il personale. Quel bilancio, e i successivi, non furono mai approvati perché attenzionati dall'organo di revisione, ma un lavoro di mediazione ha permesso di iniziare a ricomporre rapporti, e quindi economie. Infatti secondo Manola Di Pasquale l'approvazione di quel bilancio ha permesso di sbloccare i fondi incentivanti per il personale e per i dirigenti ma anche un disavanzo attivo di oltre 3 milioni di euro. «Con queste somme potremo avviare le attività di manutenzione di diverse strutture», dice, «ma anche destinare una somma importante per il completamento del progetto esecutivo della nuova sede di Colleatterrato che ospiterà il Bioserv, il centro agro-bioveterinario finanziato con 44 milioni dal Masterplan. Completare il progetto esecutivo ci consentirà di arrivare alla gara entro l'autunno 2017».

Marianna De Troia

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