Lolli striglia l’Infn: «Dovevano avvisarci»

12 Ottobre 2017

Ieri all’Aquila riunione d’urgenza con gli enti che hanno sottoscritto il protocollo sulla sicurezza  

L'AQUILA. «Non c'è nessun allarme, nessuna fonte radioattiva introdotta nel Gran Sasso. Nessun trasporto pericoloso: si tratta di una simulazione. Però c'è un protocollo sottoscritto da rispettare, e la Regione di questo test non è stata avvisata. Sono arrabbiatissimo» Il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli è molto contrariato mentre rispondo da Roma, dove era in corso una riunione con Invitalia a Palazzo Chigi. E da Roma Lolli è tornato in fretta all’Aquila per poter essere presente alla riunione d’urgenza convocata per le 16,30 con tutti i soggetti che ruotano intorno al bacino idrico del Gran Sasso e che il 7 settembre hanno firmato il protocollo per la sicurezza, documento che sancisce un nuovo metodo di condivisione delle informazioni, di trasparenza e sicurezza su tutto ciò che può compromettere il bacino idrico. Quindi anche i laboratori di fisica del Gran Sasso. Una riunione durata un paio di ore per cercare di capire che cosa non abbia funzionato nella prima prova del nove del protocollo, che dovrebbe stabilire procedure univoche e chiare per la gestione delle fasi di comunicazione, autorizzazione e allerta in caso di presenza di rischi per le acque. Perché se è vero che, da un lato, si tratta di una simulazione, dall'altro lato la mancata comunicazione della nuova attività all'interno del laboratorio e del transito di "carichi eccezionali" ha creato, appunto, il caos. Sul banco degli imputati il direttore StefanoRagazzi che non ha ritenuto di dover attivare il protocollo perchè, ha detto, «i test sono prove di movimentazione che facciamo in ottemperanza di una prescrizione dell’Ispra nell’ambito di un’autorizzazione ministeriale con parere favorevole dei ministeri dell’Ambiente, della Salute, dell’Interno, del Lavoro e dello Sviluppo economico». E perché, ha detto ancora Ragazzi, il bacino idrico non verrebbe interessato dall'eventuale arrivo del contenitore della sorgente radioattiva. « Ci siamo chiariti», ha deto poi il direttore dei laboratori riferendosi ala riunione, «al di là dello stretto rispetto della normativa, abbiamo chiarito l'opportunità di migliorare la comunicazione e faccio mea culpa. Massima disponibilità per riprendere il percorso di trasparenza e di sicurezza». Intanto oggi a palazzo Silone, la Regione chiarirà meglio l’esito dell'incontro. (m.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.