Lorenzin ai sindaci «Accordatevi sull’ospedale unico»

3 Dicembre 2016

Visita del ministro della Salute allo Zooprofilattico Brucchi chiede aiuto: «Questa città si sta spopolando»

TERAMO. Torna il sereno nei rapporti tra il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e i vertici dell'istituto zooprofilattico nel corso di una visita che è servita a fare il punto anche su ospedale unico, emergenza terremoto, nuova sede e progetti di sinergia tra università e istituto Caporale. Dopo lo strappo che si era consumato quando la Regione nominò il direttore generale Mauro Mattioli senza la condivisione col ministero, ieri la visita del ministro al centro di formazione dell'istituto Caporale ha messo fine a un periodo di gelo istituzionale.

A confermarlo è stato proprio il ministro il quale, chiamato a commentare il passato consumato a suon di esposti e il senso attuale della sua visita, ha detto: «Questo istituto zooprofilattico è uno dei centri importanti per la ricerca contro le zoonosi in Italia, è uno dei nostri centri di riferimento. In corso c'è una questione di tipo formale che ha dato vita a un contraddittorio. Io sono il ministro, mi interessa il funzionamento dell'istituto, e il livello della ricerca che viene fatto al suo interno». Sgomberati anche i timori sui finanziamenti che il ministero concede all'istituto. «Finanziamo la ricerca finalizzata e i progetti in base a quello che ci viene presentato. L'istituto di fatto è stato sempre sostenuto dal ministero in base al buon andamento interno».

Emergenza terremoto e ospedale unico hanno trovato spazio nel saluto del sindaco. Maurizio Brucchi ha chiesto al ministro di non dimenticare Teramo e di far sì che i progetti di ricerca in programma all'istituto zooprofilattico servano a contrastare uno spopolamento che Brucchi stima intorno al 30% dopo il terremoto. «Aiutateci a creare quelle condizioni necessarie a far rimanere qui i tanti teramani che stanno fuggendo. Contiamo 1.300 senza tetto e ancora 5.400 verifiche da svolgere». Il sindaco ha posto inoltre il problema dell'ospedale unico. «Noi siamo l'unico territorio senza cliniche private e contiamo molto sulla nascita di un ospedale unico, ma è difficile trovare una quadra perché il dibattito si sta avvitando su dove realizzarlo».

Il ministro si è detto pronto insieme al governo a impedire lo spopolamento degli Appennini e ha condiviso con Brucchi l'appello ai sindaci a superare i campanilismi e gli steccati politici per favorire un percorso di condivisione che guardi all'ospedale unico con un unico obiettivo: la facilità di accesso per i pazienti a cui garantire le cure migliori.

Sul tavolo del ministro anche l'accelerazione per la nuova sede dell’Izs. Brucchi ha ricordato che il progetto era già in cantiere otto anni fa quando lui divenne sindaco, ma ancora non vede la luce. Con orgoglio il presidente dell'Istituto Mandola Di Pasquale insieme al direttore generale Mauro Mattioli hanno spiegato che il progetto esecutivo è pronto e che grazie al finanziamento da 54 milioni di euro del Masterplan i lavori potrebbero iniziare nel 2017, e la Lorenzin si è impegnata a creare le condizioni per accelerare l'iter.

Il rettore dell’ateneo Luciano D'Amico ha chiesto al ministro la possibilità di integrare ulteriormente la sinergia tra ateneo e Izs tramite un Irccs, un istituto di ricovero e cura declinato alla sanità animale piuttosto che sulla salute umana. Per la Lorenzin si tratta di una forma giuridica diversa che non può trovare applicazione, ma si è impegnata a incoraggiare la collaborazione. La Lorenzin ha poi chiuso con un invito all'Izs: «Mi aspetto velocità e motivazione, occhio all'impatto dei mutamenti climatici sulla sanità umana e animale. E' questa la nuova sfida».

Marianna De Troia

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