Lorenzin conferma i tagli al 118

Interrogazione di Sottanelli sul depotenziamento della postazione di Isola
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha risposto ieri alla Camera al question time presentato dal deputato di Scelta Civica, Giulio Sottanelli che chiedeva urgenti iniziative circa l'attuazione del piano di riorganizzazione della rete di urgenza emergenza in Abruzzo, in particolare per impedire il depotenziamento della postazione del 118 di Isola del Gran Sasso.
Il deputato nella sua interrogazione ha evidenziato i possibili rischi per la garanzia dei livelli essenziali di assistenza e per la sicurezza e la tutela della salute pubblica nell’area montana e dei tanti pellegrini che si riversano a Isola per la presenza del santuario di San Gabriele, anche in vista dell’apertura del giubileo. Il ministro nella sua risposta ha confermato l’impostazione del piano di riorganizzazione della Regione annunciando però la possibilità di allestire dei punti di primo intervento temporanei in occasione del Giubileo gestiti funzionalmente e organizzativamente dal sistema del 118. Il ministro ha annunciato che «proprio questa mattina abbiamo avuto presso il ministero della Salute un incontro con tutti gli operatori attivi per l’organizzazione del giubileo e in caso di criticità, sia a Roma che in tutta Italia, in cui sono state monitorate le procedure interforze in casi di crisi e da questo punto di vista le regioni sono state attivate».
Riguardo al taglio che interesserà la postazione del 118 di Isola del Gran Sasso, che non avrà più l’infermiere, c’è stata poi la replica di Sottanelli. «Nel sistema del soccorso alle emergenze è fondamentale il fattore tempo, nel piano che lei ha illustrato alcune delle tempistiche in base agli standard europei, come gli 8 minuti per l’intervento nelle zone urbane e 20 minuti per quelle extraurbane, non saranno rispettate, posso dirlo perché conosco bene quel territorio nel bacino che gravita su Isola del Gran Sasso ci sono tempi di percorrenza molto maggiori», ha replicato, «il risparmio che si vuole garantire oggi con la riorganizzazione del 118 rischia, oltre a creare preoccupazione nella popolazione, di generare poi costi futuri maggiori in termini di welfare e di richieste di risarcimento danni laddove il sistema dell’emergenza non funzionerà».
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