Lotta al virus, Ferretti sferza Costantini

9 Maggio 2020

Il sindaco di Atri al collega giuliese: definendo l’ospedale Covid “una condanna” hai perso un’occasione

ATRI. «Caro Jwan, non posso non replicare ai contenuti della tua intervista ascoltata ieri su una emittente radiofonica, poi ricondivisa sui social, per farti comprendere quella che è stata ed è l'esperienza di fronteggiare l'emergenza epidemiologica CoVid-19. Solo perché non l'hai vissuta pensi che la possibilità di ospitare un ospedale Covid nella città da te amministrata sia una “condanna”. Posso dirti che hai perso grandi occasioni. Innanzitutto, l'opportunità di contribuire, concretamente, nel far superare un’emergenza sanitaria che richiede il forte impegno di tutti, indipendentemente dai confini territoriali comunali. Hai speso le tue energie per ‘giocare una partita dura attorno a un tavolo con la Asl di Teramo per avere un ospedale pulito’ e non ti sei accorto che devi ringraziare il San Liberatore di Atri che, con il proprio personale, ha giocato un ruolo fondamentale nella situazione emergenziale e mi ha altresì dato l'occasione di vivere un'esperienza, nella carica che ricopro, lontana da sotterfugi e strategie politiche ma profondamente umana». Inizia così la lettera aperta del sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, al primo cittadino di Giulianova, Jwan Costantini, in riferimento alle dichiarazioni di quest’ultimo che rivendicava il merito di non avere avuto un Covid hospital sul territorio comunale.
Ferretti nella lettera aperta scrive di farsi «interprete dei sentimenti di tutta la mia comunità che si è, in questi ultimi due mesi, stretta intorno al presidio ospedaliero, unita da un forte senso di solidarietà verso il personale». E racconta dei vari provvedimenti assunti dal suo Comune per favorire la riconversione dell’ospedale. Tra questi cita l’aver promosso una raccolta fondi per il San Liberatore, «alla quale hanno aderito cittadini, enti, organizzazioni e imprenditori. Sono stati raccolti donazioni in denaro e beni per oltre 600.000 euro. Ciò ha permesso l'acquisto e la fornitura di macchinari e dispositivi di protezione individuali per tutto il personale impiegato nell'emergenza». Poi punge Costantini: «Di tale iniziativa devo dedurre che non hai compreso l’importanza visto che, nonostante l'invito a farlo, non hai ritenuto di doverla pubblicizzare e promuovere nella tua città, contrariamente alla solidarietà dei Comuni della zona rossa e dei rappresentanti della Regione». E conclude: «Vedi caro Jwan, questa emergenza ha rappresentato non una condanna ma un grande esempio di solidarietà, lontana da individualismi dannosi. Hai perso una grande occasione, sicuramente quella di vivere, in silenzio, la "nobile natura" che la mia comunità ha espresso!».(red.te)