Lotta contro il tempo per spostare la centrale della Cona

I tecnici dell’Enel dicono alla commissione comunale: «Servono 300 giorni lavorativi più quelli necessari a Terna»
TERAMO. Per il trasferimento della centrale elettrica della Cona c’è una scadenza indicata sulla carta, ma sui tempi effettivi di completamento dell’opera permangono varie incognite.
I tecnici dell’Enel, nel corso della commissione lavori pubblici convocata dalla presidente Francesca Chiara Di Timoteo per esaminare il progetto preliminare dell’intervento, ha indicato in 300 giorni lavorativi il periodo necessario per ultimare i lavori della delocalizzazione. A questi però andranno sommati i tempi previsti da Terna, altra società coinvolta nell’operazione, per i riallacci delle linee che passeranno sotto terra e quelli richiesti dalle autorizzazioni all’entrata in funzione del nuovo impianto. Per un periodo, hanno precisato i rappresentanti di Enel, le due centrali funzioneranno insieme nella fase transitoria di entrata a regime di quella nuova: se così non fosse, un qualunque inghippo toglierebbe la corrente a tutta la città.
La tempistica di attivazione del nuovo impianto sarà scandita comunque dall’impiego dei 2,5 milioni di euro che la Regione ha messo a disposizione tramite il Masterplan. Al Comune sarà concesso un anticipo del 20% a cui seguiranno ulteriori erogazioni a patto che l’ente dimostri di aver speso almeno l’80% della somma precedente. L’ente, oltre a fare da tramite nel pagamento dei lavori di trasloco, coprirà i costi dell’area di proprietà della società Excelsia Nove su cui trasferire la centrale e di demolizione dei capannoni in uso all’Enel che attualmente la occupano. Solo per questi due adempimenti serviranno 550mila euro e il Comune, per scongiurare il pericolo di intoppi nei flussi di denaro che potrebbero rallentare i lavori, farà ricorso a un’anticipazione di cassa da 300mila euro l’anno. L’operazione bancaria comporterà la maturazione di interessi passivi per 12mila euro, ma le somme saranno recuperate con i fondi progressivamente stanziati dalla Regione.
Per il Comune si tratta comunque di un impegno finanziario che ha indotto il sindaco Gianguido D’Alberto a mettere in chiaro un punto imprescindibile sull’opera. «Se si parte, si arriva» ha sottolineato nel corso della riunione anche rispetto ad alcune perplessità perduranti su quella che ha definito «la dislocazione corta» della centrale. Il fatto che l’impianto si trasferisca in pratica dall’altra parte della strada rispetto alla posizione attuale è stato richiamato da Raimondo Micheli (Fratelli d’Italia). Secondo lui si tratta di una «soluzione a metà» rispetto all’obiettivo iniziale che puntava a spostare la centrale lontano dal centro abitato. A detta dei tecnici Enel, che hanno ribadito l’assoluta mancanza di urgenza del trasferimento dovuta a rischi per ambiente e salute dei cittadini, l’attivazione del nuovo impianto comporterà comunque vantaggi in termini di riduzione del rumore, di impatto visivo con l’eliminazione dei tralicci e di compattezza e potenza dei macchinari che sostituiranno quelli attualmente in uso. L’ulteriore elemento positivo, su cui si è soffermato il capogruppo del Pd Luca Pilotti, è l’allestimento di una piazza nell’area in mezzo al quartiere che sarà lasciata libera dall’impianto.
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