Lotto zero, lite sugli scavi dello svincolo

19 Maggio 2015

Gammarana, cantiere fermo per contrasti tra ditte e direttore dei lavori. Cozzi cerca di mediare

TERAMO. Il cantiere per lo svincolo del Lotto zero alla Gammarana continua a essere un campo minato. Dopo la sentenza del Tar che ha ritardato l'avvio dei lavori e le contestazioni anche recenti sugli espropri dei terreni , l'opera ora è funestata da divergenze tecniche. L'associazione temporanea d'imprese (Ati), formata dalle ditte Diodoro, Di Eleuterio e Di Sabatino, che si è aggiudicata l'appalto e il direttore dei lavori non sarebbero d'accordo su come gestire parti dell'intervento. Il contrasto sarebbe relativo agli scavi da realizzare lungo il percorso che dal Lotto zero sbucherà a ridosso degli impianti sportivi dell'Acquaviva.

L'allaccio con la viabilità esistente è a una quota più alta rispetto a quella da cui partirà la bretella, per cui l'opera va parzialmente costruita in rilevato. Questo presuppone scavi sul tracciato di profondità diversa a seconda della consistenza del terreno. La disomogeneità dell'intervento, a cui è collegata anche una differenziazione di smaltimento della terra rimossa, è al centro della disputa che di fatto ha fermato i lavori. I rappresentanti dell'Ati e il direttore dei lavori sono stati convocati dall'assessore all'urbanistica Mario Cozzi per dirimere la controversia. «Vogliamo che l'intervento vada avanti», spiega Cozzi, «dovremmo pensare tutti che quest'opera è fondamentale per la Gammarana e per la città più che soffermarci su questioni che non interessano ai cittadini». L'intervento di Cozzi è servito a riaffermare le priorità dettate dall'amministrazione e ad avviare rapidi approfondimenti che dovrebbero far ripartire l'opera in tempi brevi. «Le difficoltà ci sono state in passato e continuano ad esserci», osserva l'assessore, «ma è nostra ferma volontà che l'opera sia realizzata». Sul cantiere pensa, però, un nuovo ricorso al Tar relativo agli espropri delle aree, oltre alla questione degli indennizzi ai cittadini che hanno dovuto cedere i loro terreni al Comune e al rimborso dovuto alle aziende appaltatrici per i ritardi accumulati dall'intervento. Proprio quest'ultimo aspetto potrebbe essere la causa inespressa della controversia che tiene fermi i lavori. (g.d.m.)

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