Lotto zero, ora c’è il problema dei tralicci

17 Febbraio 2017

La superstrada potrà riaprire solo quando non si correrà il pericolo che i cavi cadano sulle auto

TERAMO. C’è un ostacolo alla riapertura del Lotto zero. Il tratto in direzione Montorio avrebbe dovuto riaprire, a senso unico alternato, già due giorni fa.

Ma sulla collina di Mezzanotte, che sta franando in più punti, ci sono due tralicci dell’Enel pericolanti. Di per sè non sarebbe un problema, in quanto l’Enel già da giorni hanno disalimentato la linea in questione, usando per rifornire le case linee alternative. Ma se dovessero crollare, i pesanti cavi che i tralicci reggono potrebbero cadere sulle macchine in transito. Quindi si stanno studiando delle soluzioni: si pensa a una protezione da mettere ai cavi, probabilmente dei tiranti, da sistemare in tempi rapidissimi. Se l’Enel ci riuscisse stamattina si potrebbe riaprire già oggi, ma è più probabile che tutto slitti a domani. Per il resto, dopo la chiusura e il sequestro disposto dalla Procura in seguito al cedimento del muro per la frana di Mezzanotte, l'autorità giudiziaria ha autorizzato l'Anas ad effettuare i lavori di messa in sicurezza, a cominciare dalle operazioni di drenaggio della collina sottostante il viadotto nel tratto tra lo svincolo di Teramo centro e l'innesto sulla statale 80 alla Cona. I lavori di drenaggio dovrebbero ridurre la pressione del movimento franoso che mercoledì ha provocato il cedimento di una paratia che resta sotto sequestro dopo il rapporto rimesso dalla polizia stradale al pm Silvia Scamurra.

In questi giorni in cui il Lotto zero è sotto la lente d’ingrandimento molti hanno fatto notare che l’acqua del Tordino ha scavato sotto ai pilastri su cui poggia la superstrada. Fenomeno ben visibile, ad esempio, sotto Porta Romana. «Non è stata messa una protezione dal flusso dell'acqua», spiega il presidente dell’ordine degli ingegneri Alfonso Marcozzi, «si è scoperta la parte superiore del plinto e probabilmente quando calerà livello dell’acqua si vedranno plinto e pali. Ma non è nulla di pericoloso, hanno una fondazione profonda. Certo, vanno manutenuti. Ma quando si fa un'opera infrastrutturale i fiumi vanno sempre manutenuti, non si possono lasciare a se stessi». Ma non è quasi mai così. (a.f.)

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