Lunghe code e disagi al cup dell’ospedale di Atri

Protestano gli utenti, costretti ad aspettare ore anche per pagare il ticket C’è chi va a prendere il numero alle 7.30 per poi tornare a metà mattina
ATRI. Lunghe code al cup e all’ufficio ticket dell’ospedale e di Atri. Per prenotare o pagare una visita giovedì scorso non bastava la sala d’attesa ordinaria per contenere l’elevato numero di utenti, per lo più anziani. In molti hanno dovuto attendere il proprio turno in piedi appoggiati sui muri o sulle colonne. Le proteste da parte degli utenti non sono mancate. Una biglietteria automatica cosiddetta salva-code dava la possibilità di pigiare un pulsante per ottenere un numero di attesa generale ed uno di cortesia diretto a utenti più sensibili come anziani e donne in gravidanza. Una residente di Fontanelle di Atri aveva ben compreso il tempo che c’era da aspettare tanto che era andata a prendre il numero addirittura alle 7.30 di mattina. «Oramai sappiamo che bisogna perdere una mezza giornata per pagare il ticket», ha dettola donna, «mi organizzo per tempo, le casse aperte sono 2 a volte 3 e gli impiegati fanno fatica a smaltire l’elevato numero di utenti». Un residente di Pineto ,mentre stringe il suo numero 613 tra le mani racconta: «È da più di un’ora che aspetto il mio turno, ho dovuto addirittura prendermi un giorno di ferie per venire in ospedale e farmi una visita che ho prenotato mesi fa. La fila per pagare il ticket è lunga e lo è altrettanto quella per farsi visitare, è una vergogna». Un altro utente è scoraggiato e dice: «Il San Liberatore invece di smembrarlo dei suoi reparti andrebbe potenziato per erogare servizi più celeri ed efficaci». Un’altra testimonianza riguarda le lungaggini sulle prenotazioni di esami: «Dovevo fare la mammografia e mi hanno detto che se ne parla a maggio; se voglio farla a Teramo invece tutto slitta al 2017, così mi hanno consigliato di andare in una clinica convenzionata. Mi devo curare e non posso attendere».
Domenico Forcella
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